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Analisi tattica Juve-Roma: come Pirlo ha neutralizzato i piani di Fonseca

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Analisi tattica Juve-Roma: la partita dello Stadium analizzata nei dettagli. Le mosse di Andrea Pirlo e Paulo Fonseca

All’Allianz Stadium si affrontano la Juve e la Roma. Il match e le mosse dei due allenatori analizzate e studiate nei minimi dettagli.

L’attenzione di Chiellini

Il gol di Ronaldo dopo pochi minuti è stato l’ideale per mettere la gara nei binari che voleva Pirlo. Senza Bentancur e contro una Roma che si esalta quando può attaccare in campo aperto, la Juve ha scelto di concedere volentieri il pallone agli avversari, senza esasperare il pressing offensivo. Ci sono state ampie fasi del match in cui i giallorossi hanno schiacciato i bianconeri, con i padroni di casa bassissimi che non riuscivano a risalire. D’altronde, Pirlo ha proprio detto che lo scopo era quello di aspettarli in basso per approfittare dei (parecchi) spazi che i giallorossi concedono in transizione.

Basti pensare che i capitolini hanno effettuato ben 29 cross contro gli appena 4 della Juventus: un dato che fotografa la differente prestazione disputata dalle due squadre. Il grosso problema di Fonseca è che questa supremazia territoriale non si è tradotta in occasioni da gol. Trascinata da un Chiellini super al centro della retroguardia, la difesa bianconera ha mantenuto per tutta la gara una concentrazione elevatissima. I bianconeri hanno concesso ben pochi varchi agli avversari. Considerando che Arthur e Rabiot potevano soffrire nelle transizioni (sono giocatori che soffrono in campo aperto, a maggior ragione contro un avversario come Mkhitaryan), la scelta di Pirlo ha pagato: quest’approccio ha consentito di proteggere bene la trequarti, togliendo spazi alla Roma e neutralizzando così i loro punti di forza.

I giallorossi costruivano bene dal basso. Trovavano Villar sempre libero e riuscivano facilmente a consolidare il possesso. Come detto, raramente però trovavano varchi, le linee bianconere erano strette. Oltre alla grande performance di Chiellini, va citata anche l’attenzione degli esterni. Danilo e Chiesa in particolare hanno fatto un grande lavoro su Spinazzola. Continuamente sollecitato, il brasiliano se l’è cavata molto bene contro il quinto giallorosso, bloccando tante azioni offensive rivali.

Poca pericolosità

Se c’è un rammarico per Pirlo, è quello di avere tirato pochissime volte in porta contro una Roma che concedeva diversi spazi in campo aperto. I bianconeri non hanno sfruttato bene la profondità, nonostante McKennie, Rabiot (preoccupato soprattutto dalla fase difensiva), Chiesa e Morata potessero fare la differenza in quelle situazioni.

Per quanto lo spagnolo abbia dato palloni importanti a Ronaldo, confezionando l’assist e il passaggio che ha portato alla traversa, non è riuscito sempre a fare risalire la squadra. Ha perso diversi palloni e ha sofferto spalle alla porta contro i marcatori romanisti. Inoltre, senza palla ha patito molto contro Villar.

Gli stessi Chiesa e McKennie, costretti a un lavoro generoso nei ripiegamenti, non li abbiamo quasi mai visto in avanti. Insomma, la Juve dovrà cercare di essere più efficace nelle ripartenze.

Arthur dà sicurezza

In una squadra che spesso faticava a risalire, si è vista per l’ennesima volta l’importanza di Arthur. Pur in una partita teoricamente non adatta per un palleggiatore con le sue caratteristiche, il brasiliano – cresciuto molto nella ripresa – ha aiutato la Juve a rifiatare. Grazie alla sua strepitosa protezione di palla e pulizia tecnica, ha dato ordine alla manovra bianconera, gestendo il palleggio e consentendo alla squadra di consolidare il possesso.

Nel secondo tempo, i bianconeri sono riusciti con più costanze a risalire da dietro, soprattutto grazie alle qualità di un Arthur che si è preso grandi responsabilità e ha guidato la fase di possesso. Il sudamericano sta diventando sempre più centrale per la Juventus: una grande notizia dopo le difficoltà di inizio stagione.

 

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