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Ceravolo: «Chiesa non è incedibile. Se torna Pogba la Juve torna forte» – ESCLUSIVA

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Ceravolo: «Chiesa non è incedibile. Se torna Pogba la Juve torna forte». L’intervista all’ex dirigente bianconero – ESCLUSIVA

Giuntoli, Allegri, Lukaku, Vlahovic, Chiesa e tanto altro ancora. Franco Ceravolo, ex Responsabile Tecnico e Capo degli Osservatori della Juve dove ha lavorato per 13 anni, ha parlato di questo e non solo in esclusiva a Juventusnews24.

Da ex dirigente bianconero, che impressioni le ha fatto Giuntoli?

«Non ho seguito la conferenza stampa di presentazione, ma la conosco da anni, dai tempi della Sanremese. So che è un professionista, un uomo di campo che capisce di calcio. Per lui parlano i fatti e i numeri: a Carpi e Napoli ha raggiunto risultati impensabili! E’ un grande dirigente soprattutto uno competente di calcio e di quella che è la parte tecnica. Stimo molto Giuntoli».

Giuntoli e Allegri riusciranno a creare il feeling giusto?

«Allegri ha fatto cose importanti a Torino. Giuntoli a Napoli ha lavorato con Sarri, Gattuso e Spalletti e non ha avuto mai problemi di dialogo. Credo che quando le persone capiscono e sanno di calcio si comprendono. Questo fa si che la Juve possa essere ancora più competitiva. Giuntoli è la pedina giusta per completare l’assetto dirigenziale insieme a Cherubini che è un grande dirigente e Manna che ha dimostrato di saper fare il suo lavoro. Poi i risultati dipenderanno sempre dal campo».

Lukaku alla Juve se va via Vlahovic: operazione giusta secondo Ceravolo? Meglio il belga del serbo?

«Queste sono strategie della società che sa quali sono gli obiettivi. E’ chiaro che se puntano su Lukaku devono cedere Vlahovic, altrimenti sarebbe difficile avere insieme due attaccanti di questo tipo. Vanno capite tante cose che dall’esterno non si conoscono. Dal punto di vista tecnico posso dire che stimo Vlahovic anche se a Torino non si è espresso in base alle potenzialità che ha, da grande campione. Lukaku ha dimostrato soprattutto nell’Inter di Conte di che pasta è fatto. Sono due attaccanti importanti, poi se la scelta è giusta o sbagliata dipende dalla società. Qualsiasi decisione prenderanno sarà condivisa da Giuntoli, Allegri e dagli altri dirigenti. Sicuramente la Juve ha bisogno di un attaccante come Vlahovic o Lukaku che possa garantire doppia cifra di gol. Questo è indispensabile per la Juve che punta a vincere».

Come valuta la gestione della situazione di Bonucci?

«Dall’esterno tutti hanno percepito che non c’è grande feeling tra Bonucci e Allegri. Questo non vuol dire che sbaglia l’uno o l’altro. Bonucci non rientra nel progetto tecnico ed è chiaro che la società cerca di guardare avanti. Lui ha fatto cose importanti alla Juve e magari si aspettava un approccio diverso, ma quando nel calcio si fanno delle scelte che sembrano un po’ inopportune bisogna andare avanti. Io, ripeto, ho sempre percepito che non c’era questo grande “amore”  tra Bonucci e Allegri. Alla fine la Juventus ha puntato sull’allenatore ed è giusto che segua le sue indicazioni».

Chiesa, di fronte ad una maxi offerta, può essere sacrificato dalla Juve?

«Davanti a delle proposte “indecenti” qualsiasi cifra importante va valutata. Quel che conta è la squadra e vendendo un giocatore per un’offerta pazzesca si possono creare i presupposti per fare qualcosa di diverso in prospettiva, magari prendendo dei giovani sul mercato. Per me, in caso di cifre importanti, qualsiasi giocatore non è solo cedibile, ma più che cedibile. Se il Napoli riceve 150-200 milioni per Osimhen, ad esempio, penso proprio che lo venderà. Lo stesso è successo con Onana. Non ci sono giocatori incedibili se arrivano offerte pazzesche».

Cosa può dare a questa Weah alla Juve? Può essere un buon talento per il presente e il futuro?

«E’ un giocatore vivace e di gamba, dinamico. Sicuramente Weah è un giocatore che ci sta bene nella rosa della Juve e la società è stata brava a prenderlo. Quel che conta, alla fine, è il rettangolo di gioco e bisogna vedere se manterrà queste premesse quando sarà chiamato in gioco. Tanti giocatori sono stati presi e c’erano prospettive importanti. ma poi hanno reso meno. Naturalmente non è semplice trovare giocatori in grado di vestire la pesante maglia della Juve. Per farlo ci vogliono qualità tecniche ma anche personalità, carisma nel rappresentare una società importante. Io spero che possa fare bene perché i tifosi si aspettano sempre di vincere».

Quanto è importante la conferma di Rabiot?

«Rabiot l’anno scorso si pensava dovesse essere ceduto, invece poi è diventato un perno per Allegri e ha dimostrato di essere un centrocampista importante».

La Juve attuale è già competitiva per tornare a lottare per lo scudetto o ha bisogno di qualche rinforzo?

«La Juve ha fatto sempre rose competitive e quindi è competitiva. E’ chiaro che se viene meno un giocatore su cui ha puntato molto come Pogba, viene a mancare un elemento importante nel cuore del centrocampo. Se non tornerà il giocatore di prima, la Juve dovrà cercare di colmare questa lacuna. I bianconeri, comunque, sono competitivi e forti. Sicuramente sanno come migliorare la rosa con gli elementi che hanno in testa. Parliamo di una società attrezzata con dirigenti all’altezza e Allegri che sa fatto il suo. Bisogna avere fiducia perché anche le altre vorranno vincere. Il prossimo campionato tra Juve, Inter, Milan, Napoli, Roma e Lazio sarà ancora più importante. Saranno contenti i tifosi…».

Da chi si aspetta Ceravolo il salto di qualità il prossimo anno?

«Mi aspetto da Vlahovic che, se resta, dimostri di essere il giocatore che tutti pensavano che è dopo un’annata un po’ così. Pure da Pogba mi aspetto molto se torna in condizioni fisiche importanti dopo che l’anno scorso non è stato utilizzato. Da loro la Juve si aspetta tanto e spera che possano dimostrare di essere quei giocatori che tutti hanno conosciuti. Diversamente non sarà trovare giocatori di personalità per quei ruoli».

Si ringrazia Franco Ceravolo per la cortesia e la disponibilità mostrate in occasione di questa intervista

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