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Chiesa non è Mbappé, ma ha numeri da crack: la Juve non ha sbagliato giovane

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Chiesa non è Mbappé, ma ha numeri da crack: la Juve non ha sbagliato giovane. Perché l’esterno è stato l’investimento giusto

Kylian Mbappé, Erling Haaland e Moise Kean: cosa hanno in comune questi tre giocatori? Sono tutti e tre attaccanti prolifici, sono molto giovani e in qualche modo legati alla Juventus sotto la forma peggiore possibile, quella del rimpianto. Sui primi due i retroscena  relativi a un possibile approdo in bianconero si sprecano: c’è chi giura che nel 2016 l’attaccante del PSG, allora al Monaco, sarebbe potuto diventare bianconero per “appena” 50 milioni euro; e chi invece continua a rilanciare il provocatorio aneddoto secondo il quale, due stagioni fa, il gigante norvegese abbia rifiutato il trasferimento alla Juve perché destinato – secondo il suo agente Raiola – a trovare spazio solo in Under 23. Kean invece la maglia bianconera l’ha persino indossata, impattando la prima squadra (molto bene tra l’altro) dopo tutta la trafila giovanile. La sua cessione per 30 milioni all’Everton era parsa un ottimo affare visto che il classe 2000 era scomparso nella sua prima stagione in Premier League, ma il trasferimento in Francia ne ha sancito il completo rilancio. Succede così che i recentissimi exploit in Champions League del suddetto trio abbiano scatenato i malumori di una tifoseria frustrata dal rendimento, attualmente non brillantissimo, degli attaccanti della rosa di Pirlo. Ma accusare il club bianconero di scarsa lungimiranza nella selezione di giovani talenti e di carente propensione all’investimento su questi ultimi pare decisamente eccessivo, se non miope. Perché significherebbe non vedere quello che sta facendo Federico Chiesa in questa stagione.

Chiesa non è Mbappé, non ne ha la dimensione né le caratteristiche, ma si tratta indiscutibilmente di uno dei giovani più forti del panorama europeo. I numeri della sua prima annata alla Juventus, quella del salto, sono da predestinato: 8 gol e 6 assist in 26 presenze tra tutte le competizioni. Non basta? Ci sono stati solo tre giocatori Under 23 negli ultimi 30 anni che alla Juventus hanno segnato di più nello stesso arco di tempo (19 giornate di campionato, sette turni di Coppa europea e quattro di Coppa Italia): Roberto Baggio (22 nel 1990-91), Zlatan Ibrahimovic (9 nel 2004- 05) e Paulo Dybala (12 nel 2015-16). David Trezeguet ne segnò otto come Chiesa nel 2000-01. Con un’importante annotazione da fare: tra questi il classe ’97 è l’unico a non ricoprire il ruolo di attaccante centrale, ma quello di esterno spesso chiamato al sacrificio ed alle coperture difensive. Se le premesse sono queste, le aspettative e la fiducia non possono che essere enormi. E l’erba del vicino non è necessariamente più verde.

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