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De Sciglio, tra il vecchio e il nuovo: ora deve scegliere

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Mattia De Sciglio dopo l’infortunio è subito stato gettato da Allegri nella mischia: contro Sporting e Benevento è apparso un giocatore diverso. Dove sta la verità?

Tra Maldini e l’abisso. In mezzo ci sta Mattia, De Sciglio, che però ha la faccia di uno che è ancora troppo giovane per essere chiamato col cognome. Anche se il peso leggero di 25 anni fanno di te un uomo e soprattutto un calciatore a cui non si fanno più concessioni. «De Sciglio è un fenomeno» diceva Allegri quando lo prese fatto e finito dalle giovanili per catupaltarlo in prima squadra al Milan. Mattia non sentì nessuna differenza, anche se forse arrivò tutto dopo. E tutto insieme.

Perchè non è un fenomeno quel De Sciglio arrivato in estate alla Juve. Su questo nessuno può ribattere. Giocatore spento, demotivato proprio perchè scaricato dalla sua stessa famiglia. Quel Milan che lo ha cresciuto e abbandonato. Sotto i fischi insistenti di San Siro, culminati con gli insulti nel parcheggio. Una seconda scelta, che per quella magia che si chiama calciomercato, diventa il titolare sulla destra della squadra campione d’Italia e vicecampione d’Europa.

Mattia non è pronto. Lo si capisce subito, dal precampionato agli esordi. Di testa è insicuro, non rischia e proprio per questo sbaglia. La gara contro il Barcellona è l’emblema: gran tiro da fuori che per poco non buca Bravo e un retropassaggio harakiri per quella solita idea di fare sempre e comunque la cosa più facile. L’infortunio (serio) lo blocca lì, congelando il tempo.

De Sciglio però, per mera questione numerica, serve come il pane. In lista Uefa non ci sono in quel ruolo uomini a disposizioni (errore grave, ma tant’è). Così appena rientra torna a fare dal 1′. Altro vortice piuttosto incredibile. Ma Allegri è lo stesso che lo chiamava Fenomeno. De Sciglio invece no. E’ cambiato. Chiamala autostima, fiducia o semplicemente due partite in cui i big non giocano ai loro standard. Forse vedendo gli altri, finalmente Mattia si sente all’altezza. Contro lo Sporting i tifosi cominciano ad ammirarlo, contro il Benevento sono quasi sempre e solo applausi. Lo Stadium non è San Siro. Ma ora fra Maldini e l’abisso Mattia deve scegliere. Posto che non è nè l’uno nè l’altro, in che direzione preferisci puntare?

 

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