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Fondi racconta Brunori: «Dal Foligno alla Juve, dico tutto» – ESCLUSIVA

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Filippo Fondi, ex compagno di squadra di Brunori al Foligno Calcio, racconta a Juventusnews24 l’escalation del bomber della Juve U23

Matteo Brunori sta giocando ad altissimi livelli in Serie C con la maglia del Palermo. Con la rete segnata sabato scorso al Monopoli l’attaccante classe 1994 di proprietà della JuventusU23 è arrivato a quota 24 gol in campionato, diventando il miglior giocatore umbro per numero di marcature segnate in una singola stagione. Meglio anche di Ravanelli.

Filippo Fondi, centrocampista del Cannara in Serie D ed ex compagno di squadra di Brunori agli inizi della sua carriera al Foligno Calcio, racconta in esclusiva a Juventusnews24 la storia e la carriera del bomber bianconero.

Quale è il tuo primo ricordo di Brunori al Foligno Calcio?

«Lui è partito da qui, dal Foligno. Mi ricordo che si allenava con noi in C1 nel 2010, aveva 16-17 anni. Si vedeva fin da allora che era forte e aveva tutte le qualità per fare il calciatore come lavoro. Un ricordo bello associato a quella stagione è l’assist che sfornò nella finale playout (contro la Ternana ndr) decisivo la nostra salvezza. Fu lui a fare il cross per il gol di La Mantia. Già al Foligno si vedeva che aveva tutti i mezzi fare bene.  Quando era più piccolo giocava più esterno, ma a lui piaceva anche gironzolare dietro una punta più grossa…come fare il centravanti».

Ti aspettavi che quel giovane di talento potesse avere un’escalation così importante al Palermo?

«Quando abbiamo condiviso gli anni al Foligno da giovani me l’aspettavo. Poi ci siamo ritrovati alla Reggiana nel 2014 e abbiamo giocato insieme 6 mesi. Lui lì si era perso totalmente e sotto tutti i punti di vista. Non giocava, spesso non veniva convocato, era un po’ sovrappeso e sregolato. Dal Brunori dei tempi della Reggiana, quindi, non mi sarei aspettato che riuscisse a riprendersi in questo modo».

Hai un aneddoto particolare che ti lega a Brunori?

«Due anni fa gli feci i complimenti perché lui fa fatto una cosa che né io né tanti altri non siamo riusciti a fare. Quando un giocatore parte forte, arriva nel professionismo e in certi ambienti, ma poi per demeriti e scelte sbagliate scende nell’inferno dei dilettanti e addirittura nell’Eccellenza come è successo a lui, è difficilissimo fare il percorso inverso per tornare a risalire. Lui è ripartito dall’Eccellenza a quell’età e io gli feci i complimenti perché è stato bravissimo. A lui non ha dato una mano nessuno, ha fatto quel che ha fatto a suon di gol: 20 reti il primo e il secondo anno in Eccellenza, in Serie D fa 23-24 gol col Villabiagio, va all’Arezzo in C e fa 17 gol, meritandosi la Serie B e la chiamata della Juve. Poi h avuto un anno di transizione, ma al Palermo ha fatto 24 gol. Cosa gli si può dire? Bisogna fargli solo i complimenti».

Quale è la sua qualità migliore fuori dal campo da gioco?

«Io direi la determinazione. Ha tirato fuori un carattere che io non mi aspettavo quando stavamo alla Reggiana. Ha fatto un miracolo, è stato bravissimo. Per me ora non può che andare più su perché quando si sbloccano certe situazioni mentali e si migliora in questo modo sulla propria pelle, si diventa inarrestabile. A lui nessuno ha regalato niente, si è guadagnato tutto a suon di gol. Il suo cambio importante è stato non tanto nel ruolo, ma nella mentalità e nel carattere. Noi sapevamo che aveva qualità importanti, ma per quello che ha fatto direi che è anche un esempio di vita: quando bisogna ripartire dal basso dopo che sei stato un po’ in alto, risalire un’altra volta non è facile. Ora non deve porsi limiti, è maturato ed è un giocatore».

E ora dove può arrivare Brunori? La Juventus U23 lo riprenderà?

«Adesso si è imposto in una piazza importante come Palermo, ma potenzialmente è giovane e può arrivare in Serie A. Mi auguro che abbia possa avere questa chance o in un club ambizioso di Serie B perché se lo merita. Un ragazzo come lui, italiano, che è ripartito da zero a 22-23 anni e a suon di gol risale tutte le posizioni del calcio si merita solo una grande opportunità. Un ritorno alla Juve? Ci può stare sicuramente, lo spero. Lui il suo percorso l’ha fatto indipendentemente dalla Juve, riuscendo a guadagnarsi la chiamata dei bianconeri grazie ai 17 gol segnati con l’Arezzo. Ci è arrivato da giocatore affermato e forte. Ora non deve porsi limiti perché si è sbloccato mentalmente, maturato ed è un giocatore vero sotto tutti i punti di vista. Può fare bene in Serie A».

A chi potrebbe essere paragonato Brunori tra gli attaccanti che ci sono in Serie A?

«Ho visto che lui fa tutti gol belli. In questo mi ricorda un po’ Quagliarella. Per caratteristiche può somigliare a lui. Brunori è un giocatore di qualità, sa fare anche assist…fa un po’ di tutto».

Tu hai giocato al Foligno Calcio quando Federico Cherubini era dirigente della squadra. Che cosa ti copì dell’attuale Football Director della Juve?

«E’ sotto l’occhio di tutti quello che ha fatto ai tempi del Foligno. I componenti della dirigenza di quella squadra ora lavorano in club di Serie A e Serie B…un motivo ci sarà. Quel Foligno lì ha fatto i miracoli facendo 8 anni di professionismo partendo dall’Eccellenza, stravincendo la D e sfiorando poi la B. Non a caso Federico Cherubini è diventato direttore della Juve, Simone Ottaviani è il segretario della Fiorentina, Marcello Pizzimenti ha lavorato in vari club importanti di Serie B. Era gente brava che capiva di calcio. Cherubini è uno nato per fare il direttore».

Ti aspettavi che Cherubini sarebbe diventato un dirigente così importante alla Juve?

«Si vedeva che Cherubini era uno nato per fare il direttore, per dirigere e organizzare un gruppo. E’ una persona intelligente, sapeva cosa dire e quando dirlo. E ci capiva di pallone perché i giocatori che riuscì a portare il Foligno hanno fatto tutti una gran carriera. Addirittura prese giocatori che erano finiti un po’ nel dimenticatoio e grazie a lui sono ripartiti, facendo benissimo».

Ti sta piacendo il modo di lavorare di Cherubini alla Juve?

«Con Vlahovic ha fatto un supercolpo. Se avesse aspettato l’estate, si sarebbero presentate le squadre inglesi e non l’avrebbe più preso. A Firenze con la Fiorentina avrebbe fatto sicuramente altri 10 gol e con le offerte delle squadre di Manchester o del Chelsea, come avrebbe fatto Cherubini a portarlo alla Juve? “Chico”, zitto zitto, quando sembrava che ormai non si muoveva più niente è riuscito a prenderlo. Lui è bravissimo e sono sicuro che, se ha piazzato Vlahovic a gennaio, farà altri due colpi grossi quest’estate. La Juve con lui tornerà ad avere uno squadrone».

Si ringrazia Filippo Fondi per la cortesia e la disponibilità mostrate in occasione di questa intervista

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