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Chi è Giulia Robino, la stellina della Juventus Women che sogna Modric e a 15 anni gioca in Primavera

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Chi è Giulia Robino, la stellina della Juventus Women che sogna Modric e a 15 anni gioca in Primavera. Un talento che il club vuole proteggere

«Non caricatela troppo però eh, deve pensare a giocare e a crescere. È solo una ragazzina…», si raccomanda con noi chi la conosce meglio di chiunque altro e vuole proteggerla da qualunque distrazione o eccessivo carico di pressione. Solo che brilla in mezzo al campo e non notarla viene difficile: Giulia Robino è la nuova stellina del florido settore giovanile della Juventus Women, una spregiudicata quindicenne bionda che imita Modric, il suo idolo, da quando andava alle elementari (non troppo tempo fa). La cosa interessante è che a volte sembra pure riuscirci… Ha iniziato nella Strambinese, era la capitana di una squadra di bimbi maschi coetanei di cui era visibilmente più forte. Nel 2017 la chiamata della neonata Juventus Women, dopo un paio di provini più che sufficienti per apprezzarne le doti. Oggi di Giulia si parla già come uno dei massimi talenti nel panorama nazionale. «Una top», dicono a Vinovo senza troppi giri di parole.

Centrocampista – lei preferisce regista davanti alla difesa ma sta imparando a fare un po’ tutto – classe 2008: è nei fatti arruolabile in tre categorie diverse. Under 15, Under 17 e Under 19 alla quale è stata precocemente aggregata a partire da gennaio, appena compiuti i 15 anni di età. Fattore prognostico chiaramente positivo: la precocità è la stessa con cui era stata promossa Chiara Beccari. Robino però si è fatta un triplo salto carpiato nel giro di una manciata di mesi. Dopo aver vinto lo scudetto 2021/22 Under 15 da protagonista assoluta, la Juve ha deciso di farle salire un gradino. Il suo nuovo staff tecnico si è accorto in fretta che Giulia c’entrava poco anche con le ragazze più grandi di due anni. Eccola allora infiocchettata e consegnata nelle sapiente mani di Silvia Piccini che in quattro mesi le ha già concesso 7 presenze (4 da titolare) impreziosite da 1 gol. Così la coach dopo il test match di Vinovo col Lione: «Giulia è all’interno di un processo di Juventus che il club ha premiato. È un prospetto che come ogni giovane deve lavorare tanto, il talento non basta e oggi si è visto».

Parole sagge e atte alla tutela di una giovanissima giocatrice che non può e non deve preoccuparsi delle aspettative che la società inizia dolcemente ad avere nei suoi confronti. Nell’amichevole con le francesi – avanti sotto diversi punti di vista – era la più piccola in campo ma nessuno lo avrebbe detto senza leggere la distinta. Robino fisicamente è già al livello ed ha tecnica e senso del gioco fuori dal comune. Lo dimostrano i due palloni, belli, con cui ha messo le compagne sole davanti alla porta. Pensare che non era neanche al meglio della condizione: Piccini l’ha tolta dal campo dopo un’oretta di gioco anche in funzione dell’imminente fase finale U17 a cui prenderà parte dopo aver regalato alle sue ex compagne il primo posto nel girone interregionale grazie a un gol e un assist nella gara decisiva con l’Inter, per cui era eccezionalmente ‘scesa’. Ieri Montemurro se l’è guardata da vicino – non era certo la prima volta -, ha capito da tempo di che pasta è fatta la ragazza. Troppo presto per ipotizzarne un salto in Prima Squadra – anche perché il regolamento fornisce in questo senso un limite anagrafico -, non per godersi i colpi di Giulia Robino, a cui tutti predicano calma anche se lei, per predisposizione, va veloce.

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