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Nostalgia Higuain e la Dybala mask: i momenti top e flop alla Juve

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Nostalgia Higuain: dalle dichiarazioni alla Bobo TV alla Dybala Mask con l’Inter Miami. I momenti top e flop alla Juve

La Dybala Mask sfoggiata da Higuain in Inter Miami-Orlando al cospetto del numero 10 bianconero in compagnia di Moise Kean e Javier Pastore ha scatenato la nostaglia dei tifosi bianconeri. L’esultanza marchio di fabbrica di Dybala testimonia il rapporto ancora vivo con la Joya e con il mondo Juve. Il sentimento nostalgico aveva già fatto breccia nel cuore dei tifosi della Juventus in occasione dell’ospitata di Higuain alla Bobo TV: «Torino è una città tranquilla, arrivavo da un altro mondo come Napoli. Mi facevano andare in palestra tutti i giorni. Cassano alla Juve sarebbe durato un’ora», aveva dichiarato il Pipita a Vieri e soci.

Higuain aveva poi svelato alcuni retroscena della sua avventura alla Juventus: «Marchisio arrivava vestito sempre bene e mi diceva che alle 8 di sera chiamava lo stilista. Perdeva tre ore al giorno!». E Higuain ha anche spiegato il suo addio alla Juventus per volare in MLS: «Non trovavo la grinta giusta e la serenità fuori dal calcio. Non avevo più niente da dare. Un mio grande amico come Buffon mi ha detto: “Se non senti più quel fuoco dentro in allenamento, se non senti più la grinta per essere ad alti livelli, devi andare”». 

Insomma, un rapporto pieno di momenti belli – a tratti bellissimi – e di alcune delusioni. Ora Higuain vive il suo sogno americano con l’Inter Miami dove alterna prestazioni non brillantissime a lampi di classe che gli appartengono in maniera ancestrale. Ecco i tre momenti, le tre storie, i tre periodi magici ( e altrettanti da dimenticare) nel suo percorso alla Juventus.

Il miglior Pipita che c’è: i tre momenti d’oro alla Juventus

  • Higuain canta Napoli. L’estate pallonara del 2016 fu scossa da uno dei trasferimenti più onerosi di tutta la storia del calciomercato, almeno fino ad allora, ovvero Gonzalo Higuain alla Juventus dal Napoli per 90 milioni. La piazza azzurra apostrofò in mille modi il Pipita che decise di far parlare il campo. E lo fece alla prima occasione: 26/10/2016, allo Stadium, il sinistro di prima intenzione a beffare Reina per la vittoria della Juventus. Passano 4 mesi, 28/02/2017 Coppa Italia, gol del momentaneo 2-1 in una gara contestatissima. E al ritorno, il 5 aprile nell’allora San Paolo, doppietta per lui contro i partenopei. Ma non è finita qui: nel campionato successivo Higuain decise la sfida a Napoli con la mano rotta, in contropiede, battendo Reina. Poi l’anno tra Milan e Chelsea e il ritorno alla Juventus: alla prima occasione, con Sarri a guidarlo, gol splendido all’Allianz Stadium con dribbling secco su Koulibaly e la corsa sfrenata.
  • Higuain principe di Montecarlo. Il 3 maggio 2017 è forse una delle notti più importanti della carriera di Gonzalo Higuain. Allo Stadio Louis II va in scena la semifinale d’andata di Champions League tra il Monaco del prodigio Mbappè e la Juventus del Pipita e di Dani Alves. E sono proprio loro a confezionare il primo gol bianconero: tacco del laterale e destro piazzato del Pipita. Nel secondo tempo protagonisti ancora loro: Higuain chiama palla, conta i passi e in estirada di sinistro buca Subasic sul perfetto cross del brasiliano. Pipita prinicpe per una notte.
  • Higuain e l’Inter: stessa porta, stessa esultanza. Momenti d’oro in salsa nerazzurra per Higuain nella Scala del calcio e nella stessa porta difesa da Handanovic. Il primo attimo di pura felicità è nella contestatissima partita del 28/04/2018, quella del caso Pjanic. Concentrandosi sul campo, 2-2 al minuto 88 per i bianconeri che vedono sfuggire lo Scudetto a favore del Napoli. Punizione di Dybala e colpo di testa di Higuain con corsa sfrenata per una vittoria pesante come un macigno. Passa un anno e mezzo, una notte di ottobre del 2019: 1-1 al 79′ con la Juve di Sarri che sale di colpi contro l’Inter di Antonio Conte. I bianconeri sembrano averne di più nel finale ed estraggono dal cilindro una delle reti più belle dell’era sarriana: 24 passaggi, con quello decisivo di Bentancur a Higuain che di destro, nella stessa porta di un anno e mezzo prima, fulmina Handanovic. La corsa è quella di aprile 2018.

Il lato oscuro del Pipita: cosa è andato storto

  • Higuain il fantasma di Cardiff. I bianconeri arrivano in finale di Champions League e il 3 giugno 2017 c’è la grande sfida contro il Real Madrid di Cristiano Ronaldo. La Juventus non parte così svantaggiata come nel 2015 contro il Barcellona. In avanti c’è un Higuain in grande forma. La Juve parte bene, il primo tempo si conclude sull’1-1 con la rovesciata di Mandzukic ma le storie tese nello spogliatoio, e la narrativa intorno a quel momento, minano tutto. Al ritorno in campo la Juve praticamente non si presenta: 4-1 Real e Higuain inesistente in campo, il fantasma di Cardiff.
  • Higuain fa infuriare Agnelli. La Juventus nel 2017 affronta l’ennesimo anno di scetticismo da parte della critica, non fosse altro per la legge dei grandi numeri che potrebbero minarne i successi consecutivi. Aiuta la sconfitta in casa contro la Lazio del 14 ottobre 2017: trionfa la squadra di Inzaghi con le reti di Douglas Costa e la doppietta di Immobile. Dybala fallisce un clamoroso rigore al 94′ ma ancora prima Higuain aveva fallito un rigore in movimento sparandolo addosso a Strakosha. Al 78′ Agnelli non riuscì a trattenere la rabbia, dopo un periodo molto difficile per Higuain.
  • Gli addii burrascosi di Higuain. A volte le rotture, le separazioni e gli addii sono più burrascose di quanto possa apparire dall’esterno o almeno nei primi momenti. Higuain non si è lasciato benissimo con la Juventus entrambe le volte. Nel 2018 il Pipita venne mandato al Milan nell’operazione per riportare Bonucci a Torino. Higuain, dopo l’orribile gara contro la Juve con il rigore sbagliato, non lasciò spazio ad interpretazioni: «Il mio addio alla Juve? Non ho preso io la decisione di andarmene, io avevo dato tutto per la maglia bianconera». E lo scorso settembre è arrivato il secondo addio, decisivo, alla Juventus. Nicolas Higuain, fratello agente di Gonzalo, disse così a Tuttosport: «Nel 2016 la Juve ha compiuto uno sforzo importante. Ora Gonzalo ha ancora un anno di contratto, ma la società e Pirlo hanno deciso unilateralmente di arrivare all’addio e quindi dobbiamo trovare una rescissione che rappresenti un buon accordo per tutti».
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