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Juve, l’attacco è troppo sterile: con la Fiorentina servono i migliori Vlahovic e Chiesa

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Juve, l’attacco è troppo sterile: con la Fiorentina servono i migliori Vlahovic e Chiesa per invertire la rotta dei gol

Vlahovic e Chiesa hanno segnato 4 gol a testa. Milik ha gioito 2 volte. Gli hurrà di Kean, invece, sono ancora zero (complici le decisioni del VAR di una settimana). Nelle prime dieci partite di campionato, quindi, sono arrivati 8 gol dagli attaccanti della Juve sui 16 complessivi (il Frosinone ne ha segnati 15). Ma l’ultimo è stato di Milik nel derby col Torino prima della sosta delle nazionali di ottobre. In casa bianconera, anche a causa dei problemi fisici accusati dai due bomber principali, c’è quindi un problema di sterilità dell’attacco.

La difficoltà è emersa da dopo la partita contro il Sassuolo che la Juve ha perso con un clamoroso 4-2. In cinque giornate i bianconeri avevano segnato 11 gol e solo contro il Bologna ne avevano fatto 1. A spiccare, come detto, erano stati Vlahovic e Chiesa a cui si sono aggiunti Rabiot, Danilo e un autogol. Da dopo il Sassuolo, in altrettante partite di campionato, sono arrivati appena 5 gol di cui solo due segnati da un attaccante, cioè Milik. Gli altri 3 sono stati di Gatti, Locatelli e Cambiaso.

Il problema del gol in se per se non tocca la Juve che fino a questo momento è rimasta a secco solo contro l’Atalanta a Bergamo. Col Verona, però, è emersa una difficoltà nel riuscire a concretizzare le tante occasioni create. Guardando ai numeri, infatti, emerge che la percentuale realizzativa in rapporto ai tiri è la più bassa tra le prime della classifica. Poca lucidità sottorete? Mancanza di cattiveria nel momento decisivo? Oppure dipende tutto dal fatto che Vlahovic e Chiesa non sono ancora al meglio della condizione dopo i rispettivi acciacchi?

Il primo sembra aver bisogno di altro tempo per ritrovarsi appieno dopo i problemi fisici che lo hanno tormentato nelle scorse settimane. Il fatto che non riesca a liberarsene appieno, tuttavia, costituisce una criticità importante per Allegri che su di lui punta tanto. L’investimento di 80 milioni fatto nel gennaio 2022 al momento non ha reso secondo le aspettative (27 gol in 70 presenze). Tutto il mondo Juve si aspetta da Vlahovic maggiore continuità e un salto di qualità importante.

Doti, queste, che non mancano di certo a Chiesa. Solo l’infortunio al crociato ha interrotto l’epopea dell’attaccante che con Pirlo in panchina ha vissuto i suoi giorni migliori in bianconero, ma che in questo avvio di stagione è partito col piede sull’acceleratore. Sempre più sembra essere lui il vero campione su cui la Juve deve far affidamento per il presente e il futuro, visto che ha qualità uniche all’interno del reparto offensivo.

Da loro due Allegri si aspetta di invertire la rotta contro la Fiorentina che, al contrario della Juve, ha la miglior media realizzativa in base al numero di tiri effettuati. Inutile ricordare quanto per Vlahovic e Chiesa sia importante e delicata la sfida al Franchi da ex. Dusan non è mai riuscito a far male alla viola, mentre Federico addirittura non l’ha mai affrontata da quando si è trasferito a Torino. Le alternative, comunque, alla Juve non mancano. Il Kean visto con Milan e Verona è tirato a lucido e la sensazione è che gli manchi solo il gol per sbloccarsi definitivamente. Milik, come sempre, spicca come dodicesimo uomo in campo perché attaccante di intelligenza superiore, capace di rendersi utile in qualsiasi circostanza e in qualsiasi modo (vedasi il colpo di testa sul gol di Cambiaso).

L’attacco della Juve è spuntato, ma le armi per colpire ci sono. E se non sono gli attaccanti, nelle ultime tre ci hanno pensato altri bianconeri a far male agli avversari. Elemento non di secondaria importanza per una squadra che ha ambizioni (più o meno velate) di scudetto. Serve però una netta inversione di rotta già a partire dalla sfida del Franchi. Con i migliori Vlahovic e Chiesa la Juve può sperare. E Allegri conta di risolvere con loro il problema.

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