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Juve, De Ligt talento generazionale: un delitto cederlo? Il confronto con Bremer

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Juve, De Ligt talento generazionale: un delitto cederlo? Il confronto stagionale col suo sostituto designato Bremer

Nel momento stesso in cui se ne è andato, molti tifosi già covavano il tormentoso presentimento: Matthijs de Ligt sarebbe stato un grande rimpianto per la Juventus. Non si può evitare l’inevitabile: l’olandese è un talento generazionale che scelse i bianconeri nell’estate del 2019 dopo una veloce carriera da ragazzo prodigio nell’Ajax. «Sono venuto in Italia perché qui c’è una buona scuola di difensori», disse all’epoca Matthijs che molto presto ha iniziato a dubitare della sua decisione. Rendimento ondivago e difficoltà di adattamento a un certo tipo di linea hanno reso i suoi tre anni italiani probabilmente al di sotto delle altissime aspettative, giustificate dagli oltre 70 milioni spesi per averlo. Tre ani dopo un’altra scelta: quella di lasciare la Juve per cedere alle lusinghe del Bayern. 67 milioni più bonus incassati dal club bianconero e immediatamente reinvestiti per prendere Bremer (40 + bonus) dal Torino, strappandolo all’Inter.

L’immediata sostituzione ha parzialmente mascherato una cessione di per sé delittuosa: rinunciare a uno dei migliori prospetti del pianeta non è facile. De Ligt oggi si gode i quarti di Champions dopo essersi messo in tasca Messi e Mbappé: il suo salvataggio sulla linea in Bayern-PSG è diventato virale. Fa tutto molto effetto ma i numeri stagionali, molto importanti sia per l’olandese sia per il brasiliano, premiano in realtà l’attuale difensore della Juventus. Il bianconero vince per contrasti vinti a partita (1 contro 0.7), intercetti (1.4 contro 0.8), e pure per tiri respinti (0.8 contro 0.7). Bremer ha segnato anche un gol in più di De Ligt, certificando un impatto importante sulla Juve. Va sottolineato però come questi numeri siano fortemente condizionati dal modo completamente diverso di difendere di Juventus e Bayern.

Proprio quest’ultimo aspetto ha convinto De Ligt a lasciare la Juventus per sposare il progetto bavarese. Lui ora è tra le migliori otto d’Europa mentre Madama è impantanata negli ottavi di Europa League: sarà sicuramente convinto di aver fatto bene. Le sue ambizioni, disilluse a Torino, erano esattamente quelle.. Si può dire lo stesso del club bianconero? Ad oggi, come evidenziato, la Juve non lo rimpiange ma valutazioni prospettiche impongono una considerazione: la Vecchia Signora non è stata in grado di valorizzare al massimo uno dei migliori talenti del pianeta. Probabilmente è quello il vero delitto.

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