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La Juve sbarca nel Futsal: chi sono i campioni cresciuti nel calcio a cinque

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La Juve sbarca nel Futsal: chi sono i campioni cresciuti nel calcio a cinque e poi passati al calcio a undici

La Juve è atterrata nel mondo Futsal, tagliando i nastri di partenza di un nuovo progetto, importante e stimolante per la crescita dei giovani calciatori. Dall’Under 7 all’Under 14: categorie che, sotto la sapiente guida di Alessio Musti, apriranno la strada verso un’eccellenza nel mondo professionistico. «La finalità è quella di creare nuove modalità di sviluppo e miglioramento delle capacità tecniche, tattiche e cognitive del giovane calciatore»: l’Head of Football Teams & Technical Areas della Juve, Federico Cherubini, ha analizzato così l’importanza del progetto, dedicato ad uno sviluppo innovativo per i baby calciatori. Il Futsal è un territorio che si lega, in qualche modo, al calcio a undici, in virtù del fatto che alcuni giocatori hanno affinato le proprie abilità con il pallone, crescendo e migliorando nel calcio a cinque per poi trovare affermazione in quello a undici.

Dal Futsal al calcio a undici: i giocatori che hanno compiuto il salto

Partendo dall’ambiente Juve, Douglas Costa ha mosso i suoi primi passi nel calcio a cinque, affermando poi, in un’intervista, quanto sia stato importante per lui nel percorso di crescita: «Ho iniziato a giocare quando avevo dieci anni e ho smesso a 15, ma è stata un’esperienza fondamentale per la mia crescita. Mi ha aiutato a capire come smarcarmi negli spazi stretti muovendomi con rapidità». Da un calciatore della Juve ad un futuro bianconero, come Arthur Melo. In Brasile, il pianeta Futsal è una vera e propria istituzione. Anche il centrocampista classe 1996 ha fatto tappa nel calcio a cinque prima di intraprendere un altro tipo di carriera, giocando in età giovanile nella sua Goiania.

Il Brasile ha ammirato da vicino le meraviglie di altri due super campioni, che hanno scritto e stanno scrivendo la storia del calcio mondiale. Ronaldinho prima, Neymar poi, hanno incantato milioni di persone nei campi a cinque, riservando al pubblico la meravigliosa sensazione di ammirare poi il loro spettacolo anche negli stadi di mezzo globo. Per chiudere il territorio verdeoro, Coutinho è un altro perfetto esponente di questa avanguardia: «È grazie alla nonna di un amico che gioco a calcio – svelò a La Gazzetta dello Sport -. Avevo 5 anni, mi vide giocare e consigliò a mio padre di farmi giocare nel Sargentos. A poco a poco, sono passato dal Futsal al calcio. Esperienza importante, perché si impara a fare i dribbling corti, ad avere maggiore controllo di palla e a fare azioni veloci».

Da Wissam Ben Yedder, cresciuto a Sarcelles e che fino a 20 anni ha giocato a Futsal («Mi ha aiutato molto, anche nei movimenti»), a Erik Lamela, che ha giocato nella squadra del suo quartiere di Buenos Aires fino ai 14 anni. Sono tanti gli esempi in questione, con calciatori che dal calcio a undici hanno anche compiuto il percorso inverso, chiudendo le rispettive carriere nel mondo del Futsal. Robert Jarni, ex Juve e Real Madrid, ha militato nell’Hajduk Spalato, Javier Saviola, dopo Barcellona, Real Madrid, Siviglia, River Plate, Verona, ha disputato la Champions League di calcio a cinque a 36 anni con l’Encamp, club di Andorra, Falcao ha iniziato con il San Paolo, preferendo poi il Futsal nel quale è diventato uno dei più forti di tutti i tempi.

Emblematico, infine, il ‘caso’ Brian Laudrup, che figura nello speciale elenco dei calciatori in grado di segnare nella fase finale di un Mondiale sia di calcio a undici sia di Futsal. L’ex Fiorentina e Milan ha realizzato almeno un gol con la Danimarca nel 1989 al Futsal World Championship e a Francia ’98.

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