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Juve in azzurro: l’avventura dei bianconeri al Mondiale 1938

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Il sodalizio tra la Nazionale italiana di calcio e la Juve è sotto gli occhi di tutti: le vittorie azzurre sono a forte tinte bianconere

La Nazionale italiana di calcio nel periodo tra il 1934 ed il 1938 si portò sulla cima del mondo per ben tre volte: due vittorie consecutive ai Mondiali e la conquista dell’oro Olimpico. Nel 1934 gli azzurri trionfarono nel mondiale casalingo, sospinti dal blocco Juve con ben 9 bianconeri selezionati da Pozzo. Lo stesso mitologico commissario tecnico guidò una selezione azzurra mista tra dilettanti, universitari e qualche professionista nascosto, alla conquista della medaglia d’oro nell’Olimpiade di Berlino del 1936.

L’Italia arriva al Mondiale del 1938, disputatosi in Francia, con i gradi di assoluta favorita. Gli azzurri sfoggiano per la prima volta, nel quarto di finale contro la Francia, la divisa nera voluta da Achille Starace (membro del regime e presidente del CONI) per rimarcare il legame tra il calcio e la propaganda fascista. Una scelta che venne fatta anche, se non soprattutto, perchè il Mondiale si disputò in terra francese, da sempre nazione avversa agli occhi del regime totalitario guidato da Mussolini.

La Juve ai Mondiali del 1938

A differenza del 1934, la Juventus non diede molti calciatori alla causa della Nazionale. Il periodo d’oro dei cinque scudetti consecutivi del primo lustro degli anni ’30 era finito, e in casa Juve si ricordava ancora la tragica scomparsa del presidente Edoardo Agnelli, rimasto vittima a seguto di un incidente aereo nel 1935 quando l’elica rimasta in movimento lo colpì fatalmente alla nuca.

Sono soltanto due i calciatori bianconeri presenti nella lista dei convocati di Vittorio Pozzo: Alfredo Foni, terzino destro metodista nel celebre modulo WW (2-3-2-3), mentre l’altro bianconero era Pietro Rava, terzino sinistro e compagno di reparto di Foni. Pietro Rava disputò tutte le partite del Mondiale, mentre Alfredo Foni saltò il primo turno contro la Norvegia, con l’Italia che battè gli scandinavi solo nei tempi supplementari con il gol di Piola (2-1). L’Italia poi si sbarazzò facilmente della padrona di casa Francia con il risultato di 1-3 (come detto in maglia nera). Semifinale nemmeno tanto complicata per gli azzurri di Vittorio Pozzo che vinsero per 2-1 contro il Brasile grazie anche al rigore del ‘Balilla’ Meazza, segnato con l’iconica rincorsa tenendosi l’elastico dei pantaloncini. In finale l’Italia affrontò l’Ungheria: trionfo azzurro per 4-2, e seconda Coppa Rimet conquistata in due Mondiali, con un pizzico di Juve anche nell’edizione francese.

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