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Juventus Bologna: quale modulo deve scegliere Allegri?

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Juve Bologna, i bianconeri pronti a rituffarsi sul campionato dopo lo stop per le Nazionali: dubbi sul modulo

Avvicinandoci a Juventus-Bologna è normale che riprenda il dibattito su Allegri, leggermente sopito in questi giorni dopo che la pausa delle nazionali non ha prodotto nulla in seno alla società. Il dibattito attorno al mister raramente si orienta su questioni tattiche, probabilmente perché la Juve finora vista è talmente informe da non meritarsi valutazioni su questo aspetto. É noto, in più, come Allegri sia allergico ai numeri e rifugga dalle discussioni sui moduli. Ed è curioso, per un allenatore che ha il merito storico di avere creato un 4-2-3-1 imprevisto da tutti nel 2017, una scelta che ha determinato una crescita fondamentale di quella squadra. In questa stagione, oltre ad avere continui problemi di infortuni che lo hanno costretto a cambiare formazione di gara in gara, è significativo vedere come addirittura ci siano valutazioni della critica difformi su quale modulo sia stato adottato. Rifacendomi ai tabellini pubblicati dai giornali riguardanti l’undici di partenza, per Sampdoria-Juventus si è oscillato tra il 4-1-4-1 e il 4-4-1-1 e per Juventus-Roma tra il 4-3-3 e il 4-2-3-1. Mentre dalla Salernitana in poi, la maggior parte ha scritto che la squadra abbia virato sul 4-3-3, raccogliendo un solo punto in 2 partite e naufragando con il Benfica (segnalo che il Match Report della Lega Calcio propone un 4-4-2 per Monza-Juventus, accostando posizionando Di Maria come seconda punta).
Numeri vari, che sembrerebbero dare ragione ad Allegri circa l’inutilità – o, se volete essere più morbidi, la provvisorietà – di certi dibattiti. Al di là di tutto, resta però un tema: da Juventus-Bologna è bene optare su un modulo e insistere. Su twitter ho lanciato il dibattito partendo da questa valutazione: «Questa è una squadra che non regge troppi cambi. Si deve trovare la soluzione perché la squadra esprima velocità». Chiedendo ai followers di esprimersi sul famoso 4-3-3: che sembrava essere la soluzione di partenza pensata in sede di mercato e che potrebbe tornare d’ urgente attualità qualora si avverasse l’ipotesi di un rientro di Pogba e Chiesa prima della pausa del Mondiale. E che, come giustamente mi ha ricordato Romeo Agresti, lui lo aveva chiesto direttamente ad Allegri nella conferenza stampa pre-Monza, ricevendo una risposta netta relativi all’impedimento datogli dagli infortuni: «Non voglio diventare noioso. Per dare continuità ad un sistema di gioco bisogna avere i giocatori».

Come sempre, si è originato un ricco dibattito che sintetizzo e ripropongo, senza citare chi ha partecipato ma ringraziando tutti. Anche chi si è sottratto alla scelta di un modulo ragionevolmente insistendo su altri concetti non meno importanti per valutare il gioco e le idee che si accompagnano. E anche chi ritiene che tanto non cambierà nulla perché secondo loro Allegri è ormai strutturalmente inadatto. Pareri che hanno tutti un loro fondamento per quanto finora si è visto. Non lo ha, dal mio punto di vista, chi si augura la sconfitta della Juve domenica sera per vedere un cambio in panchina. Al partito degli sfascisti non riesco proprio ad appartenere.

Procediamo con i moduli che avete scelto.
1) 3-4-3. Quello futuribile: Perin; Bremer, Bonucci, Danilo; Cuadrado, Paredes (Locatelli), Pogba (Miretti), Kostic; Di Maria, Vlahovic, Chiesa.
2) 3-4-1-2. Di Maria trequartista e coppia d’attacco formata da Milik e Vlahovic, soluzione che favorirebbe anche Kean come subentrante di uno dei due.
3) 3-5-2. Come soluzione provvisoria: «Quando poi rientreranno a pieno regime Pogba, Di Maria e Chiesa si va sul 4-3-3». C’è anche chi pensa che dopo Bologna e Milan questo modulo vada riproposto anche nel derby e non si sorprenderebbe di un Di Maria in panchina dopo avere scontato la squalifica. Nel 3-5-2 si integra Danilo tra i centrali tendenzialmente, anche per dare a Bremer la possibilità di giocare sul centrosinistra. Non si esclude che anche il ritorno di Chiesa non cambi il modulo perché lo si vede come quinto di sinistra o eventualmente seconda punta
4) 4-1-4-1. Viene indicato solo da uno, che peraltro non crede alla sua applicazione reale, essendo convinto che Allegri «non ci arriverà mai».
5) 4-3-1-2. Anche se non viene mai chiesto ad Allegri un parere sull’ipotesi del trequartista, alcuni lo vorrebbero «perché bisogna portare più giocatori possibili davanti».
6) 4-4-2. Il modulo di garanzia per coprirsi nei momenti difficili, viene invocato da chi vorrebbe un «centrocampo aggressivo, contropiede veloce e molti cross sfruttando Milik e Vlahovic».
7) 4-2-3-1. Perché ha convinto quando è stato proposto in Juventus-Roma e nella ripresa con il Psg.
8) 4-3-3. Arriviamo al dunque. E qui il dibattito ferve. Riprendo nuovamente Romeo Agresti: «Mi sorprenderebbe molto se dovesse optare per il 4-3-3 senza Di Maria». Opinione condivisa da chi pensa che ormai Cuadrado non abbia più benzina e che i troppi assenti minino la possibilità di orientarsi su questa scelta. Altri pareri molto interessanti: «Il 4-3-3 potrebbe essere un buon modulo ma quei tre (chiunque, finora) nel centrocampo non fanno filtro»; «la società ha comprato giocatori per il 4-3-3, ma Allegri con quel modulo non ci sa giocare perché troppo offensivo»; «il 4-3-3 solo con Chiesa disponibile».

Infine, cito The Major, che offre una risposta da immaginare con la voce di Allegri e che Allegri non dirà mai, anche se magari è proprio ciò che ha in testa: «3-5-2 senza Chiesa, Pogba e Di Maria. 4-3.3 con Chiesa, Pogba e Di Maria. Il calcio è semplice».

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