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Juventus, da dove ripartire? Dai giovani: tra conferme, mercato e vivaio. I nomi per il futuro

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Juventus, ripartire dai giovani: tra conferme, mercato e vivaio, ecco i nomi da tenere in considerazione per il futuro

La penalizzazione di 10 punti per il caso plusvalenze ha fatto sprofondare la Juventus fuori dalla zona Champions. Servirà un allineamento di diverse combinazioni in queste ultime due partite per far sì che i bianconeri possano miracolosamente rientrare nelle prime quattro posizioni, ma ad aleggiare dalle parti della Continassa vi sono altri due spettri. Il filone stipendi, con processo il 15 giugno, e la supervisione dell’UEFA che dovrà decidere se escludere o meno i bianconeri dalle coppe europee. Insomma, una situazione di caos, incertezza, che regna da tutta la stagione e che sembra non avere fine. Per questo motivo, in casa Juve c’è bisogno di certezze: questa concretezza può essere ritrovata nei giovani, minimo comune denominatore del presente ma anche del futuro del club. Tra conferme, mercato e vivaio, ecco i nomi della Juventus che verrà.

Juventus, i giovani in cerca di conferma

La Juventus ripartirà da quel blocco solido di giovani che già in questa stagione hanno saputo costruire un’ossatura importante alla squadra di Allegri, colpita più e più volte da infortuni e defezioni. Da Fagioli e Miretti a centrocampo, che hanno vissuto la loro prima annata in pianta stabile in prima squadra: il primo è partito un po’ più indietro nelle gerarchie di Max, ma dopo il gol contro il Lecce datato ottobre 2022 ha saputo ritagliarsi il suo spazio, diventando un elemento imprescindibile di questa Juventus. E lo sarà anche in futuro, così come Miretti. Il classe 2003 ha vissuto una stagione di alti e bassi, com’è normale che sia nel percorso di crescita di un giovane alla prima stagione in prima squadra: la titolarità, poi l’infortunio alla caviglia di febbraio, il recupero e infine il rientro tra campo e qualche panchina.

Poi l’attacco, con Samuel Iling-Junior e Matias Soulé. L’inglese ha stregato tutti nel calare del 2022 (memorabili gli ingressi in campo con Benfica e Lecce, conditi da assist), tanto da convincere Allegri ad aggregarlo subito in prima squadra dopo l’inizio di stagione in Next Gen. Dopo l’infortunio alla caviglia ci è voluto un po’ di tempo per ritrovare la condizione: diverse panchine, solo 87′ totali, ma nella parte finale di questa annata Allegri è tornato a dargli fiducia, preferendolo a Kostic sia nel big match contro l’Atalanta (in cui ha marchiato a fuoco il primo gol in Serie A), sia nel delicato ritorno con il Siviglia nelle semifinali di Europa League. Per Soulé, vista l’enorme concorrenza offensiva con Di Maria, Vlahovic, Milik, Kean, Chiesa, gli spazi sono stati un po’ più ridotti quest’anno ma l’argentino è riuscito comunque a ritagliarsi le sue chances quando è stato chiamato in causa. 19 volte per l’esattezza (e un gol contro la Sampdoria), con Allegri che lo ha schierato anche in cinque occasioni dal primo minuto.

E infine Enzo Barrenechea e Tommaso Barbieri, altri due giovani che, al secondo anno di Next Gen, hanno fatto da spola tra Seconda e prima squadra. L’argentino, dopo l’esordio in Champions League col Psg proprio insieme a Barbieri, è salito in pianta stabile con i big dal derby contro il Torino vinto 4-2, con Allegri che lo ha preferito nell’undici titolare a Paredes per sostituire Locatelli. Poi altri due gettoni dal primo minuto con Sampdoria e Verona, oltre ad una manciata di minuti con il Friburgo in Europa League. Barbieri, detto della ‘prima volta’ europea, ha giocato titolare sia contro il Sassuolo sia contro l’Empoli, diventando un elemento importante nelle rotazioni. Anche in estate, in ottica prossima stagione con il futuro incerto di Cuadrado e il recupero di De Sciglio dall’infortunio al crociato, si giocherà le sue fiches sulla permanenza.

Juventus, linea verde anche sul mercato

La Juventus rinforzerà il suo blocco giovani già presente in rosa con alcuni innesti dal mercato. I primi due “acquisti” saranno Nicolò Rovella e Andrea Cambiaso, di rientro dopo i rispettivi prestiti al Monza e al Bologna. Con il sempre più probabile addio di Leandro Paredes, che non dovrebbe essere riscatto dal Psg, Rovella andrebbe ad occupare lo slot a centrocampo lasciato libero dall’argentino, rimpolpando la mediana made in Italy insieme a Locatelli, Fagioli e Miretti. Stagione di grande maturazione per Nicolò al Monza: 25 presenze, 1 gol e 1 assist, ma anche chiavi in mano del centrocampo di Palladino in un percorso costante di crescita. 30 presenze e 3 assist, invece, per Andrea Cambiaso con la casacca del Bologna. Il terzino classe 2000 ha mantenuto le aspettative sul suo conto dopo l’ottima stagione in Serie A, lo scorso anno, con il Genoa, tant’è che già a gennaio la Juventus voleva riportarlo alla base. Il club felsineo, però, ha fatto muro, rimandando a giugno il biglietto di ritorno del suo difensore. Giovane, di qualità: i bianconeri avranno un’alternativa di grande valore in fascia.

Ma non solo gli unici prestiti che verranno valutati in estate, al loro rientro. A centrocampo c’è anche Filippo Ranocchia, che al suo primo anno di Serie A al Monza ha raccolto 16 presenze, 1 gol e 1 assist. Per lui potrebbero aprirsi le porte di un nuovo prestito in Serie A per acquisire ancora più esperienza. Poi Koni De Winter, ora ai box a causa di una lesione di medio grado del legamento collaterale mediale del ginocchio destro. Stagione super positiva per il belga in prestito all’Empoli, autore di 20 presenze e spesso elogiato dal tecnico Zanetti. A fine stagione, una volta rientrato alla base, il difensore si siederà al tavolo con la Juventus per capire le intenzioni del club sul suo futuro. Un altro gioiellino è certamente Hans Nicolussi Caviglia: un inizio di stagione in Serie B con il Sudtirol, 17 presenze e 2 gol, poi a gennaio il salto in Serie A con la Salernitana, con 10 gettoni e una rete. Per il classe 2000 ritrovare la continuità è stato fondamentale dopo i tanti e delicati infortuni, per questo motivo la Juventus potrebbe decidere di fargli proseguire il suo percorso di crescita sempre in A, con un altro anno di prestito.

Chiudiamo con i potenziali obiettivi sul mercato. La possibile partenza di Adrien Rabiot a scadenza lascerebbe un vuoto a centrocampo, con il principale candidato ad occuparlo che diventerebbe Davide Frattesi. Il classe ’99 del Sassuolo ha però diversi estimatori, per questo motivo la partecipazione o meno della Juventus alle coppe europee l’anno prossimo potrebbe recitare un ruolo importante nella sua scelta. In attacco, se i bianconeri dovessero rinunciare a Dusan Vlahovic in estate, uno dei nomi per sostituirlo potrebbe essere Gianluca Scamacca, reduce da 8 gol in 27 presenze alla sua prima stagione in Premier League con il West Ham. Attenzione, infine, a Dejan Kulusevski nel caso in cui il Tottenham non dovesse riscattarlo e a Rasmus Hojlund, anche se in questo caso si parlerebbe di un esborso importante per strapparlo all’Atalanta. In difesa, invece, piace Fabiano Parisi, terzino classe 2000 in forza all’Empoli, così come Giorgio Scalvini, centrale 2003 dell’Atalanta. Ma anche per lui, concorrenza e prezzo rappresentano due ostacoli.

Juventus, i nomi per il futuro dal settore giovanile

Ma i nuovi Fagioli, Miretti, Soulé stanno già crescendo, sbocciando all’interno del settore giovanile bianconero. La Next Gen sarà l’habitat naturale di diversi talenti cristallini, a cominciare da due nomi: Kenan Yildiz e Dean Huijsen. I 14 gol e 6 assist in 34 presenze in Primavera sono valsi a Yildiz il salto in Seconda squadra già in questa stagione, con il classe 2005 che ha messo a referto già 8 gettoni tra i professionisti. Stesso discorso per Huijsen, che ha anticipato di qualche mese però la sua crescita in Next Gen: 18 presenze e 6 gol per il difensore olandese con Montero in Under 19, poi 19, tre gol e 1 assist con la squadra di Brambilla. Insomma per entrambi, considerati due dei gioielli più luminosi della cantera bianconera, la prossima stagione potrebbe ricalcare le orme vissute quest’anno da Iling e gli altri giovani: un filo diretto prima-Seconda squadra.

Ma non sono gli unici, perché nella prossima stagione Mulazzi e Turicchia completeranno il biennio in Next Gen, e potranno diventare due pedine molto importanti per la fascia destra e quella sinistra. Così come Bonetti a centrocampo, o Sersanti e Besaggio. Ma anche chi ha vissuto una stagione ad altissimi livelli in Primavera e il prossimo anno compirà il salto in Seconda squadra: Nonge Boende, Hasa, Maressa, Mancini, Turco. Il talento c’è, è raggiante: la Juventus ha costruito delle fondamenta solide nel suo settore giovanile, da cui attingere per i prossimi anni. Questa è la certezza da cui ripartire in un momento di caos.

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