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LAVAGNA TATTICA – Douglas Costa è troppo isolato

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Nella finale di Coppa Italia, la Juve ha spesso abbandonato Douglas Costa a se stesso. Il brasiliano non aveva modo di puntare Mario Rui

Contro un Napoli che si è difeso con undici uomini sotto la linea della palla, per la Juve era impossibile verticalizzare centralmente. Per sfondare, i bianconeri avrebbero dovuto sfruttare maggiormente l’ampiezza, consentendo ai propri giocatori offensivi di puntare i terzini avversari. La palla è però girata sempre lentamente, con tanti tocchi di troppo: Alex Sandro e Douglas Costa hanno quasi sempre ricevuto da fermi, circondati da maglie avversarie (il Napoli era infatti rapido e compatto nello scivolare orizzontalmente).

L’ex Bayern dava ampiezza a destra, ma non è mai riuscito a puntare Mario Rui. Anche lui era imbeccato lentamente: riceveva sulla linea di fondo ed era subito triplicato, con i compagni che non sempre lo supportavano nel migliore dei modi. Un esempio nella slide sopra, dove la Juve trova Douglas Costa in fascia. Tuttavia, il resto della squadra è lontanissima, con il solo Ronaldo al centro dell’area. Per il brasiliano è impossibile generare una situazione di vantaggio e sfruttare le sue abilità nel dribbling, dato che non lo accompagna nessuno.

Forse, col senno di poi, sarebbe stato meglio impiegare Douglas Costa a sinistra per sfruttare meglio il fondo e l’ampiezza. Contro il Milan, aveva infatti dimostrato un’ottima intesa con Alex Sandro, andando diverse volte al cross da situazioni pericolose. In finale di Coppa Italia, invece, ha sbattuto contro il bunker avversario.

 

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