Taglio degli stipendi, cosa succede ai giocatori? Malagò chiarisce l’ipotesi

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Giovanni Malagò, presidente del CONI, ha rilasciato un’intervista, parlando anche del taglio degli stipendi dei giocatori

Intervenuto ai microfoni di Radio Deejay, Giovanni Malagò ha parlato della situazione attuale in Italia vista l’emergenza Coronavirus. Di seguito riportate le sue dichiarazioni.

OLIMPIADI – «Il problema è che in buona sostanza ci sono due soggetti che devono prendere decisioni in merito: il CIO, quindi il suo presidente Thomas Back, e il governo giapponese, quindi il primo ministro Abe; si tratta di coloro che hanno la titolarità dell’evento. Poi è chiaro che un’Olimpiadi senza atleti, pubblico, giornalisti e addetti ai lavori non si possa fare, ma è altrettanto chiaro che senza nemmeno le televisioni, con cui sono coinvolti contratti importanti a cifre ingenti, si possa tenere l’evento. Nessuno dunque può pensare che CIO e Governo giapponese non stiano contemplando tutte le soluzioni possibili. Penso che Thomas Bach sia stato fin qui esemplare nel non essere precipitoso e nel non dare proclami troppo affrettati».

SITUAZIONE – «È chiaro che la linea che si sta seguendo sia quella, per il momento, di prendere tempo. Poi è chiaro che se nei prossimi tempi la situazione peggiorerà o (si spera) migliorerà ci si comporterà di conseguenza; al momento ci si trova ancora in una fase di attesa. Molte sono le variabili ancora in gioco, ci sono anche questioni legali in ballo. Molte federazioni internazionali, tra l’altro, vivono in funzione del gettito economico che il CIO sta fatturando. Se gli incassi dovessero mancare le federazioni internazionali (ad eccezione del calcio che già dispone di competizioni proprie come le coppe europee e i tornei della UEFA e della FIFA) sarebbero a rischio, e in un momento come questo, in cui non si possono ancora fare proclami definitivi sulle Olimpiadi; tutti i bilanci fatti fin qui, nel 2020, prevedono un certo tipo di fatturato che si prevede dall’evento di Tokyo e non si può dunque essere troppo precipitosi».

TAGLIO STIPENDI«Il punto è che nel momento esatto in cui noi sappiamo come stanno davvero le cose, una volta che si saprà il destino delle competizioni, nazionali e internazionali, questione prestiti ecc. una società esterna e indipendente svolgerà un’analisi completa alla luce di tutto quanto, sulle spese e sulle perdite subite dalle società e dalle federazioni calcistiche, e trarrà quindi le relative conclusioni. Oggi fare delle previsioni è un qualcosa di assolutamente inutile. È come quelli che al momento vogliono già prematuramente dettare la scaletta del CIO».