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PUNTO A CAPO – Juve, la cura Sarri e la partita perfetta di Paulo Dybala

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Lampi di classe allo Stadium, Dybala incanta e affina l’intesa con Higuain. Da pedina sul mercato a titolare, ecco come si è ripreso la Juve

Nessuno si è accorto dell’assenza di Ronaldo, perché contro l’Udinese la stella di Paulo Dybala ha brillato con un’intensità mai vista. Il feeling con Higuain è ai massimi storici, e il suo personale bilancio vanta un assist, la doppietta con gol alla Del Piero, il rigore ceduto a Douglas Costa e la standing ovation nel finale. Ma la partita perfetta di PD10 è iniziata mesi fa, in estate, quando ancora – in vacanza – gli fu comunicato di essere sul mercato. Giorni intensi, di riflessioni e dubbi, poi la scelta decisiva. Riprendersi la Juve e tornare protagonista. Detto fatto: a metà campionato Paulo ha segnato un gol in più rispetto all’intera scorsa stagione, unico giocatore di A ad aver timbrato in 4 competizioni (campionato, Champions, Coppa Italia e Supercoppa).

Una questione anche di mentalità e carattere, perché non sempre è possibile cambiare il corso degli eventi. Dybala ci è riuscito rilanciandosi prepotentemente: da esubero di lusso a imprescindibile, approfittando dell’assenza di Ronaldo per dimostrarsi leader e uomo squadra come nessun altro. Sarri ha scommesso sulla fame di riscatto dell’argentino e ha avuto ragione, ha saputo valorizzarlo al massimo sgravandolo allo stesso tempo da tattica e responsabilità. Lasciandolo libero di agire, e ritrovare se stesso in campo, vicino alla porta, nel suo habitat naturale. E contro l’Udinese, al momento della sostituzione, ad entrambi è scappato da ridere ricordando le polemiche dopo il cambio a Roma. Sarri stavolta si è fatto perdonare regalandogli una standing ovation più che meritata.

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