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Ricci (Gazzetta): «Juve superiore al Siviglia. Ecco che squadra è» – ESCLUSIVA

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Filippo Ricci, corrispondente dalla Spagna per la Gazzetta dello Sport, ha così parlato del Siviglia in esclusiva per Juventusnews24

Filippo Ricci, corrispondente dalla Spagna per la Gazzetta dello Sport, ha raccontato, in esclusiva per Juventusnews24, i segreti del Siviglia, prossimo avversario in Europa League degli uomini di Massimiliano Allegri. Ma con lui abbiamo parlato anche di alcune voci di mercato che, ormai da diverse settimane, stanno rimbalzando attorno al mondo Juve.

Che squadra è questo Siviglia?

«Sta vivendo un’annata molto particolare. Partiamo dalla fine dell’anno scorso dove il Siviglia arriva quarto a tre punti dal secondo posto e conquista quindi il biglietto per la Champions. Da lì si arriva ad un’estate tribolata, segnata dalla vendita di Koundé e Diego Carlos che non erano stati sostituiti a dovere. Qui apriamo una parentesi sull’operato di Monchi, che cerca sempre di trovare giocatori sconosciuti a buon prezzo, ma stavolta gli è andata male e si è quindi aperto un buco in difesa. A ottobre poi c’è stato il primo cambio allenatore con l’addio Lopetegui. Con Sampaoli però c’è stato l’ingresso in zona retrocessione. Era una squadra di alti e bassi, che ha puntato su un altro cambio con l’ingresso di Mendilibar che in Europa non aveva mai allenato, ma è abituato a gestire squadre di piccolo cabotaggio. E lì in n 2/3 settimane ha risvegliato la squadra».

Quali sono i giocatori a cui prestare maggiore attenzione?

«Il Siviglia ha ritrovato En-Nesyri che dopo il Mondiale ne ha fatti 14 di gol, mentre prima ne aveva fatti solo 2. Poi dico Ocampos, passato dall’Italia dove non ha fatto nulla, ma che in Spagna si è sempre trovato bene. Con lo United ha fatto una super gara Lamela, che è un altro che non ha lasciato grande traccia dalle nostre parti. C’è sempre il “vecchio” Rakitic che era stato contestato tanto che sembrava sull’orlo della pensione e invece è ancora lì. Mendillibar alterna anche i portieri: in Coppa ad esempio ha giocato Bounou, ma in campionato gioca Dimitrovic che aveva avuto all’Eibar. Badé è un centrale interessante e poi a sinistra hanno Acuna che è comunque un campione del Mondo. Ma è sempre da vedere come arriveranno loro a giocarsela contro la Juve».

E i punti deboli oltre alla difesa?

«Diciamo che la coppia centrale a gennaio l’hanno aggiustata un po’, ma allo stesso tempo ci sono stati anche tanti infortuni e nonostante la solidità dietro non vanno ancora alla perfezione. Poi è una squadra piena di mezze punte a cui piace tenere il pallone, ma che se presa in contropiede si fa spesso trovare scoperta. A centrocampo la Juve si può imporre, poi dipende anche dalla stessa squadra di Allegri. L’abbiamo vista in tante versioni, se tende a difendersi e ripartire può funzionare, ma ad oggi sono solo ipotesi».

Quindi come lo vedi questo doppio confronto con la Juve?

«Io penso la Juve sia leggermente superiore al Siviglia, ma poi il calcio vive di stati d’animo. Nessuno qui pensava nemmeno di uscire vivo dallo scontro con lo United, tanto è vero che nei primi 70 minuti ad Old Trafford poteva venire fuori tranquillamente un 4-0. Poi due autogol hanno riaperto tutto e gli spagnoli vanno a casa con un due pari prima della gara assurda di giovedì dopo gli inglesi hanno regalato due dei tre gol. Difficile dire chi passa, ma se mi chiedi una percentuale ti dico Juve al 55%. C’è però da dire che il Siviglia non giocherà in campionato nel week-end prima dell’andata perchè lasceranno quel turno libero per la finale di Coppa del Re. Scenderanno in campo di giovedì e avranno qualche giorno in più per recuperare».

Come lo vedono in Spagna questo sorteggio?

«Dopo lo United hanno trovato la Juve, ma per loro l’ostacolo insormontabile è stato superato. Buttati fuori gli inglesi va tutto bene tra virgolette e c’è la sensazione che portino rispetto per un grande club come la Juve che viene dalla Champions, ma allo stesso tempo sono sollevati. Volano sulle ali dell’entusiasmo e poi quando giocano in casa hanno sempre la spinta di un grande pubblico».

Secondo te quante possibilità ha la Juve di portare a casa l’Europa League?

«Ma si che può vincerla. Sicuramente la Juventus è un’ottima squadra, solo che ha qualche problema di identità, non trova se stessa. Ma se guardi la rosa è eccezionale, piena di giocatori di grande valore che ti cambiano la partita. In EL non c’è tutto il divario che può esserci nelle semifinali di Champions, ma per me la favorita sarà la vincente di Siviglia-Juve piuttosto che quella che uscità fuori da Roma-Bayer Leverkusen. Dovessi dare delle percentuali darei alla Juve un 30/35% di possibilità di portare a casa la coppa».

Spostandoci proprio alla rosa bianconera, vedi Vlahovic come possibile nuovo acquisto del Real per l’attacco?

«Non so. Sinceramente ho letto questa notizia, ma non trovo riscontri qui a Madrid. Vlahovic viene da un momento lungo di difficoltà e il Real non è certamente il posto giusto per riprendersi se pensiamo che qui hanno fischiato anche Ronaldo. Verrebbe a fare il vice-Benzema, quindi in primis avrebbe poco spazio e in quel poco che avrebbe dovrebbe tenere un rendimento mostruoso. E poi Benzema fa un gioco diverso, è il perno dell’attacco, mentre il serbo è più un terminale. Ci sono tante ragioni che mi fanno dubitare di questo trasferimento».

Possibile invece un ritorno di Morata in Italia?

«Si è parlato di tante squadre e secondo me è una cosa fattibile. Morata è molto “italiano”, si è trovato benissimo, è legato al nostro paese tanto che ha sposato una ragazza italiana. Lui non è titolare all’Atletico, è sempre lì, è un incompiuto di grande talento, un attore secondario. Vedremo, ma l’Atletico ha sempre bisogno di soldi e quindi se ci fosse un’offerta potrebbe anche valutare. Lui poi non avrebbe problemi nel tornare a Torino. Questa possibilità la vedo, però ripeto che alla fine è sempre un discorso economico».

Dall’Atletico potrebbe arrivare anche Berta? Si è parlato di lui come possibile nuovo ds.

«C’è questa possibilità. E’ qui da una vita e sta bene, però è sempre un italiano e la Juve è un grande club. Non mi stupisce, anzi è normale fare il suo nome. Poi una cosa è fare il nome e una cosa è che la situazione si concretizzi. Potrebbe funzionare, è uno che lavora bene con gente meno conosciuta e anche con grandi giocatori. Per me è fattibile. Poi ricordiamo che viene da un periodo di austerity con l’Atletico e la Juve certamente ad oggi non naviga nell’oro. Se vuoi guardare i conti lui lo sa fare, sa operare senza troppi soldi da spendere».

Secondo te dove andrà Zidane? Si sta parlando di un ritorno alla Juve, ma anche di uno al Real…

«Finchè non trova squadra se ne parlerà per chiunque, anche per il PSG. Se è a spasso se ne parlerà, ma io al Real in questo momento non lo vedo, anche perchè quando è andato via ha sbattuto la porta attaccando Florentino a mezzo stampa. Poi i rapporti si ricuciscono, ma c’è sempre un Ancelotti che deve andare ancora via, ma se ti vince la Champions… Alla Juve poi c’è Allegri che non è sicuramente l’ultimo arrivato e quindi penso sia prematuro al momento parlare di Zidane».

Si ringrazia Filippo Ricci per la cortesia e la disponibilità dimostrate nel corso di questa intervista

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