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Soulé e gli altri minorenni Juve: la Procura accusa per le commissioni agli agenti

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Soulé e gli altri minorenni Juve: la Procura accusa per commissioni agli agenti. Non convincono i rapporti coi procuratori

La Procura di Torino continua a indagare sul quadro di «opacità» e «illiceità» nel quale si muoverebbe la Juve insieme ad alcuni agenti sportivi. Varie prassi, tra cui quella dello «spostare su», infatti, non riguarderebbero solo la necessità di trovare il modo di saldare debiti. Ma in alcuni casi anche un «aggiramento della normativa sportiva circa l’impossibilità di concludere un mandato (con previsione di provvigioni) a soggetto terzo, prima dei 18 anni». Tale indagine va però ricordato essere stata archiviata.

A tale proposito – prosegue il Corriere di Torino – spunta anche quello che i pm avrebbero definito come «affaire Soulé»: vale a dire un «incarico fiduciario» consegnato al notaio Tardivo, datato 9 ottobre 2019, sottoscritto da Cesare Gabasio e Santiago Liotta per il «potenziale conferimento, al compimento della maggiore età di Soulé, di origine argentina, di un futuro mandato esclusivo per l’eventuale rinnovo di contratto». Una situazione che convincerebbe i pm di trovarsi «di fronte alla classica postergazione fittizia del mandato».

Discorsi simili e diversi poi sono quelli riferiti ad altre operazioni coinvolgendo anche altri agenti e giocatori, provvigioni poi «spostate su» altre operazioni. Da Giorgio Parretti alla quale vengono ricondotti 60mila euro ascrivibili ad accordi assunti con “Cherubini” per “riscatto Da Graca”», ancora minorenne; a Giuseppe Galli, «50mila euro per 16/17 trasferimento Riccio + 18/19 primo contratto Riccio», minorenne.

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