News

Analisi tattica Cagliari Juve: Danilo convince da mediano, Morata fatica

Pubblicato

su

Analisi tattica Cagliari Juve: la partita della Sardegna Arena analizzata nei dettagli. Le mosse di Leonardo Semplici e Andrea Pirlo

Cagliari Juve: il racconto del match

La verticalità di Chiesa

Nonostante una vittoria in teoria facile dopo la tremenda eliminazione in Champions, la trasferta di Cagliari porta con sé diverse note inquietanti (e non solo notizie positive). Senza dubbio, la Juve ha approcciato bene il match, archiviando la pratica già nella prima mezz’ora. Certo, il gol in avvio ha messo in discesa il match: il Cagliari si è disunito molto per cercare il pareggio. I bianconeri non si sono dovuti neanche impegnare molto per creare nette occasioni. I sardi erano tanto lunghi quanto alti, di conseguenza su ogni palla persa concedevano tante ripartenze in campo aperto alla Juve. I velocisti bianconeri si sono così esaltati su distanze ampie, soprattutto un Chiesa che poteva costantemente aggredire la profondità.

Nonostante i 3 gol, va detto che la Juve non sempre ha gestito bene le transizioni. Abbiamo visto molti attacchi in campo aperto non sfruttati da Kulusevski e Morata, i quali hanno disputato una prestazione poco brillante dal punto di vista tecnico.

Danilo mediano

Come visto contro la Lazio, Danilo ha giocato da mediano in entrambe le fasi di gioco. La Juve si difendeva con il 4-4-2, ma si disegnava a 3 in fase di possesso: Cuadrado si alzava per dare ampiezza, mentre Alex Sandro rimaneva bloccato. Danilo agiva davanti alla difesa, con Rabiot e Kulusevski mezzala. Il brasiliano ha disputato una gara molto brillante nella gestione del possesso. Velocizzava costantemente la circolazione, si smarcava bene e si è distinto per ottimi filtranti. Insomma, in situazioni di emergenza, Danilo si sta rivelando una risorsa adattissima per giocare a centrocampo, dà tanta qualità al palleggio. Con 62 passaggi, è stato il bianconero con più palloni toccati.

Da segnalare inoltre come il centrocampo a 3 favorisca le qualità di Rabiot: il francese soffre spesso quando viene impiegato da mediano, ma sembra più a proprio agio quando può aggredire gli spazi e buttarsi dentro.

Le difficoltà della ripresa

Il risultato al 45′ sembrava il preludio di una ripresa tranquilla, con la Juve che si godeva così una reazione convincente dopo l’eliminazione in Coppa. Invece, la ripresa è stata caratterizzata da diversi problemi. La Juve si è infatti schiacciata molto, per larghe fasi del match faticava a risalire il campo e a guadagnare metri. I bianconeri sono stati poco intensi e attenti nella difesa di posizione, con il Cagliari che ha trovato più spazi rispetto al primo tempo.

Il gol di Simeone (brutto errore di Bernardeschi che si fa infilare alle spalle da Zappa) esprime bene le difficoltà dei bianconeri, ma per tutta la ripresa la Juve non ha dato una grande sensazione di solidità. Con un po’ più di fortuna, il Cagliari si sarebbe regalato un finale di fuoco: basti pensare al tiro di Gaston Pereiro che ha sfiorato il palo. Anche in quel caso, la Juve si era fatta bucare troppo facilmente. D’altronde, non siamo più ai tempi della BBC, dove i bianconeri si esaltavano quando aspettavano in basso gli avversari. I giocatori attuali hanno caratteristiche diverse.

Insomma, non è scontato l’approccio che i bianconeri hanno avuto a inizio match. Non possono però passare in sordina gli affanni della seconda parte di gara, alla fine è stata una partita in cui le cose migliori si sono viste sfruttando più che altro gli errori del Cagliari. La Juve non è riuscita a imporre il proprio contesto in modo evidente, con diversi giocatori offensivi – Morata e Kulusevski – che hanno anzi brillato poco. Di certo, servivano questi 3 punti, così come Ronaldo aveva bisogno di sotterrare le critiche. Tuttavia, è stato un match che ha mostrato con chiarezza gli aspetti dove la Juventus deve assolutamente crescere.

Exit mobile version