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Danilo: «100 presenze alla Juve sono un orgoglio: svelo tutto»

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Danilo ha concesso un’intervista dopo aver raggiunto le 100 presenze con la maglia della Juve. Le dichiarazioni

Danilo ha parlato in un’intervista pubblicata sul canale You Tube della Juve dopo aver raggiungo le 100 presenze in maglia bianconera. Le dichiarazioni

100 PRESENZE – «La Juve è una delle squadre più grandi al mondo e fare 100 presenze non è facile. La centesima? Tanto orgoglio, devo dire grazie. Indossare la maglia della Juve una volta sarebbe stato motivo di tanto orgoglio. 100 volte è veramente speciale, vuol dire che il club ha fiducia nel mio lavoro e questo va ripagato con buone prestazioni»

PRIMA PARTITA – «Abbiamo vinto 4-3 col Napoli, è stata una gara emozionante per i tifosi…per noi calciatori no. Preferisco sempre vincere con più tranquillità».

PORTIERE – «Da bambino, fino a 10-11 anni, volevo andare in porta. Poi un allenatore mi ha messo a giocare terzino sinistro. Da lì in poi, penso che lui aveva ragione».

GOL PIU’ IMPORTANTE – «Il primo è speciale, dopo pochi secondi, davanti ai nostri tifosi. Il secondo contro il Sassuolo era il giorno del mio compleanno, è stato speciale.».

TROFEO PIU’ SPECIALE – «La Coppa Italia dell’ultima stagione. Non riuscivamo a fare tanti risultati di fila. Per la squadra è stato un premio per il lavoro e la resilienza. E’ stata speciale anche perché è stata una delle prime partite con un po’ di tifosi».

PRIMA DA CAPITANO – «Contro la Fiorentina, a un paio di minuti dalla fine. E’ stata una partita vinta alla fine con tanta sofferenza, da Juve. Ci abbiamo creduto fino alla fine. Per me è stato speciale.. Quando indosso la fascia da capitano della Juve rappresento i capitani del passato che hanno creato tutta l’energia che ha la Juve. E quindi sento tanta responsabilità e tanto orgoglio».

MOMENTO DELLA SVOLTA – «Dopo il primo rosso contro il Bologna. Non è stato facile. La partita prima era la finale di Coppa Italia persa col Napoli ai rigori, ho sbagliato anche io un rigore. E’ stato un punto di cambiamento, ho pensato che dovevo migliorare e lavorare di più, stare zitto e fare il mio lavoro. Questo tipo di momento è importante per far crescere la resilienza e la voglia di vittoria»

VITTORIE PIU’ EMOZIONANTI – «Quella all’ultimo di campionato col Bologna. NNn per la nostra partita, ma per quello che succedeva nelle altre gare. Io sono uscito più o meno al 70esimo. In panchina in quel momento al mister ho detto che se succede questo ancora una volta lasciamo giocare perché da fuori soffro troppo. E anche la semifinale di andata di Coppa Italia con l’Inter. L’Inter la stagione scorsa ha fatto una stagione fortissima. Noi siamo andati lì con tanta personalità e tanta voglia di fare bene e abbiamo fatto un risultato davvero importante» .

L’ATTACCANTE PIU’ DIFFICILE DA AFFRONTARE – «Non è facile difendere Leao. E’ uno di quelli che mi piace di più affrontare. Lui e Theo Hernandez mi piace affrontarli perché sono forti e veloci e mettono in prova le mie qualità».

IL COMPAGNO CON CUI HO CONDIVISO DI PIU’ – «Sicuramente Alex (Sandro ndr), sono più di 12 anni che ci conosciamo. La famiglia di Alex è diventata la mia e viceversa. Anche se siamo diversi nel modo di vivere le cose, ci capiamo benissimo. A volte arriva la mattina con la faccia seria, io ai ragazzi dico che lui è Alex, non lo conoscete? E’ qua da 5 anni. E’ un amico anche oltre il calcio».

IL LUOGO PREFERITO DI TORINO – «Il Po, ci vado spesso con i miei figli a fare camminate e in bici».

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