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Di Maria, la Juventus e la vetrina Mondiale: prima, durante e dopo

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Angel Di Maria atteso dalla vetrina Mondiale. Prima, durante e dopo: questo il ‘legame’ del Fideo della Juventus con la competizione

Si è molto parlato di come Angel Di Maria abbia vissuto questi mesi alla Juventus. E tra i più critici, c’è stato chi ha ipotizzato che l’argentino abbia guardato con maggiore attenzione al Qatar 2022 che a Torino. Difficile pensare che un professionista possa risparmiarsi nel club senza pagare un prezzo poi nelle gerarchie tendenzialmente mobili che si hanno in nazionale. Ma non c’è ombra di dubbio che dal punto di vista affettivo il Fideo abbia sentito più vicino il Qatar della Continassa e non deve nemmeno stupire più di tanto.

Oltre alle ragioni d’appartenenza, infatti, la motivazione con l’Argentina è certamente massima, visto che il titolo Mondiale sfugge dal 1986, ovvero quando ancora Angel non era ancora nato. «Mi diverto come la prima volta», ha dichiarato ieri dal ritiro dell’Albiceleste. Il biglietto da visita presentato al CT Scaloni in questo anomalo torneo di metà stagione è un po’ povero, sebbene lampi di classe si siano visti anche nei pochi minuti che lo hanno visto in campo in Juventus-Lazio. Ma come si era presentato agli altri 3 appuntamenti con la Coppa del Mondo. Ecco un excursus dal 2010 in poi.

1) Sudafrica, 2010. É il terzo, nonché ultimo anno al Benfica. Arriva in Sudafrica da campione del Portogallo e avendo saltato pochissime gare. Non solo: già si parla di lui come di una stella e come tale non può che passare al Real Madrid. Poco prima del Mondiale segna nell’amichevole con il Canada: davanti a godere dei suoi assist Higuain e Tevez, per un tridente juventino che abbraccia periodi diversi. A osservarlo dalla panchina un mister che qualche timore a un giovane può anche incuterlo, visto che è Diego Armando Maradona.

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