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I DIALOGOBBI – Antonello Angelini: «I centrocampisti devono segnare di più»

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Antonello Angelini protagonista di una nuova puntata de I DIALOGOBBI: ecco cosa ha detto in esclusiva a Juventusnews24

Antonello Angelini è un giornalista animatore di dibattiti bianconeri. Li ha fatti in Rai e a Radio Radio, con uno spirito critico e pungente che non lascia indifferenti. Un interlocutore perfetto per I Dialogobbi.

Paolo: «Dopo il Psg dove ti collochi? Indico 3 partiti. Il primo: la Juventus ha fatto il massimo possibile nella situazione odierna e ha fornito ottimi segnali di crescita. Il secondo: non si può fare di più, abbiamo incontrato dei marziani e la qualificazione si gioca tutto col Benfica. Il terzo: la Juve non è attrezzata e per di più gioca male, si rischiano tante delusioni quest’anno. Ovviamente ci sono tanti altri partiti – siamo in Italia… -, tu magari sei a capo di un quarto…».

Antonello: «Solo per quanto riguarda la partita con il Psg mi metto nel primo partito. La Juve mi è piaciuta e avevo pronosticato nei giorni precedenti una grande partita nostra, con Massimo Zampini che mi dava del gufo. Queste sono le partite di Allegri. Quando le motivazioni sono insite nella gara e la Juve non deve “fare gioco”. Non ho condiviso l’uscita di Milik perché è apparsa come un segnale di difesa del 2-1. A parte questo, a mio avviso la Juve avrebbe meritato il 2-1. Detto questo, non capisco come si possa giocare alla pari con il Psg e poi fare quelle figure barbine contro la Sampdoria o la Fiorentina. É una questione di motivazioni? Abbiamo una scarsa forma fisica? Oppure c’è che è l’allenatore che non riesce a cambiare mentalità e dare una fase offensiva alla squadra degna di tal nome?».

Paolo: «Mi poni 3 domande molto serie. E se io dovessi sceglierne una farei fatica. Allora provo a fare una sintesi delle 3: corriamo troppo poco per riconquistare palla. Forse Allegri si fida dei suoi castelli difensivi (del resto non si trova un Mbappe che li fa saltare ogni giorno). Solo che non siamo in questo momento una squadra veloce di gambe e di pensiero per fare 80 metri dalla nostra area a quella avversaria. E non siamo neanche così aggressivi da prendere campo. Quindi, dammi un motivo per credere che mercoledì si faranno 3 punti fondamentali per la nostra Champions League…».

Antonello: «Sinceramente non ho motivi di grande ottimismo. Il Benfica sa benissimo come addormentare il gioco. E la Juventus si adegua anche perché è incapace di imporre ritmo. Poi, come sempre, è una squadra pazza che può fare un tempo buono e andare 2-0. Anche se normalmente sull’1-0 si ferma a palleggiare e tenta di controllare, una cosa che io sopporto male da sempre. Unico motivo di ottimismo è la tradizione di Allegri che il girone lo passa sempre. E alla fine anche questa volta ce la farà… Ma fino a quando non avremo la forza fisica per fare pressing e riconquistare palla nella metà campo avversaria, di bel gioco non se ne potrà vedere. Oltre a questo, mancano anche schemi di attacco e spesso anche voglia. Sembra una squadra che si adatta all’avversario, al suo ritmo e non domina mai».

Paolo: «Un’ultima cosa, secca. Io ho un giocatore che mi funziona oggi come indice di salute tecnica e tattica della squadra: Locatelli. Lo prendo a esempio. Se lui funzionerà, vorrà dire che faremo bene le due fasi. E lui deve funzionare affinché si riesca. Tu ne hai uno?».

Antonello: «I centrocampisti sono la parte più importante e allo stesso tempo più fragile della squadra. Secondo me sarà importantissimo vedere quanto apporto potranno dare in fase realizzativa. Uno dal quale mi attendo alcuni gol è McKennie, ma anche Locatelli e Rabiot possono riuscirci. In questa squadra non può segnare solo e sempre Vlahovic o Milik. I centrocampisti dovrebbero arrivare a una ventina di gol a stagione tutti assieme. Proprio come Vidal, Pirlo, Marchisio e Pogba, che magari arrivavano anche più in alto. Tu scegli Locatelli, io McKennie e in generale tutto il centrocampo. Quanto alla fase difensiva, è già su un buon livello anche se è troppo bassa. É quella offensiva che è davvero poca roba».

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