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Juve Cremonese: le tre cose che non hai notato

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Juve Cremonese: le tre cose che non hai notato del match dell’Allianz Stadium. Gli episodi sfuggiti all’attenzione dei più

(inviato all’Allianz Stadium) Juve Cremonese: le tre cose che non hai notato.

1. La notte (sfortunata) di Paul Pogba

Doveva essere la notte di Paul Pogba e per certi versi lo è stata. Non però con i risvolti che tutti si aspettavano. Titolare in Juve-Cremonese, 390 giorni dopo l’ultima volta, Paul ha deliziato il pubblico dello Stadium per 24 minuti, poi il nuovo incubo. Altro stop per lui, questa volta al quadricipite sinistro, rimediato in seguito ad un cross a centro area. Pogba si è accasciato a terra, portandosi subito le mani al volto. In quel momento lo stadio si è ammutolito: attimi di tensione, i gesti e le espressioni del Polpo non lasciavano trasparire nulla di buono.

E infatti è stato costretto ad abbandonare il campo, accompagnato da un lungo, lunghissimo applauso da parte dei tifosi che hanno voluto esprimere così, con questo abbraccio virtuale, la loro vicinanza. Maglietta sul volto per Paul, quasi a nascondere le lacrime (che poi si sono intraviste qualche istante dopo): pacca sulla testa da parte di Allegri, poi Di Maria. Il Fideo, che poco prima aveva scosso la testa quasi incredulo e sconfortato in panchina per l’infortunio del compagno, è corso subito verso di lui, abbracciandolo, rincuorandolo e accompagnandolo nello spogliatoio.

2. Perin da vero leader: il gesto prima del fischio d’inizio

Le rotazioni, ragionate, di Massimiliano Allegri hanno coinvolto anche la porta, con Mattia Perin che ha difeso i pali della porta della Juventus in una notte dai pochi pericoli. Se in campo l’estremo difensore bianconero ha telecomandato la squadra dalla sua area, nel pre-partita ha confermato la sua importanza all’interno del gruppo. Nel classico cerchio ad anticipare il fischio d’inizio dell’arbitro, lì dove i giocatori si riuniscono, si caricano, si compattano, è stato proprio Perin a parlare alla squadra. Toccare le corde giuste in una serata dall’alto coefficiente di importanza: questo ha fatto Mattia. Vincere per blindare il secondo posto e acquisire ancora più autostima per la notte di giovedì, con il Siviglia. Leader all’interno dello spogliatoio: era già scolpita la sua figura, è stata l’ennesima conferma.

3. Fagioli con la legge dell’ex: tra esultanza e post-partita

Il destino è così, non puoi farci niente. E nella notte contro il suo passato, la Cremonese, in una partita così bloccata e insidiosa, è stato proprio il missile di Nicolò Fagioli a squarciare i guantoni di Carnesecchi e il cielo di Torino. Il classe 2001 è andato sotto la Curva: un piccolo scatto poi la frenata. La maglia della Cremonese, indossata nella passata stagione fino alla promozione in Serie A, ha un peso specifico molto importante per Nicolò, che ha preferito non esultare per rispetto del suo ex club. Il gesto significativo è arrivato anche per i tifosi della Juventus, dato che Fagioli ha poi baciato lo stemma sulla sua casacca, confermando quanto i colori bianconeri siano indelebili come un tatuaggio per lui. Il centrocampista è andato a cercare poi Danilo, riferimento per tutti, abbracciandolo in una bella istantanea. E a fine partita ha ricevuto anche i complimenti da parte dei suoi ex compagni di squadra, che mano a mano si sono avvicinati a lui per una pacca, un abbraccio, un saluto. Perché lui sa lasciare il segno, sempre.

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