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Paratici: «Szczesny è un talento da quando aveva 16 anni»

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Il direttore sportivo della Juventus Fabio Paratici ha rilasciato un’intervista sui retroscena del mercato, ecco le sue parole

Fabio Paratici ha parlato ai microfoni di Prosto w Szczenę, un programma polacco condotto da Wojciech Szczesny. Ecco che cos’ha detto.

SZCZESNY – «Lo conosco da tanto tempo, è stato un talento dall’Under 16, Under 17. Il processo è facile: non mi piace avere tanti scouts, ne abbiamo solo 3 e un capo nella prima squadra. Quando tu senti tante persone, è difficile scegliere di chi fidarsi. Ho tre persone, ho fiducia in loro e quando mi dicono qualcosa controllo, ma so bene cosa mi vogliono dire».

MERCATO – «Seguiamo tanti giocatori nell’est Europa, li seguiamo nelle grandi competizioni. È il nostro lavoro, tutti nelle nazionali. Quando ero alla Samp era più facile, alla Juve è difficile imporsi. Per questo li diamo in prestito e vediamo se possono rientrare».

LEWANDOWSKI – «Lo volevano Genoa e Sampdoria. La scelta era tra Blaszczykowski e Lewa. Alla fine vollero andare al Borussia, anche per una questione di lingua. Il report? Si vedeva fosse un ‘top’. A Dortmund è cresciuto tantissimo in un anno».

RUOLO – «In Italia, ad esempio, i difensori sono sempre top. In Polonia? I portieri sono sempre al top. In Francia tanti centrocampisti forti. Gli esterni sempre in Brasile, quelli avanzati sono olandesi. E’ la scuola che definisce i giocatori, dipende anche dallo stile di calcio. In Brasile fino a 20 anni fa non c’era un portiere di grossa statura, poi sono usciti Ederson, Alisson, Dida… dovuto anche al cambiamento di regole».

DIFENSORE CENTRALE – «Il ruolo più difficile da scovare è quello del difensore centrale. Tutte le squadre giocano un calcio migliore ed è una cosa buona. Abbiamo perso il senso della difesa, del lottare. Come Chiellini o Caceres».

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