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Piccioni (ex Sassuolo): «Per la Juve non sarà una passeggiata. Sapevo Allegri sarebbe diventato un top» – ESCLUSIVA

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Marco Piccioni, ex difensore e capitano del Sassuolo, ha così parlato in esclusiva a Juventusnews24: ecco cosa ha detto

Torna in campo la Juve, che vuole dare continuità al successo dello Stadium contro la Lazio. Bianconeri di scena oggi a Reggio Emilia per la quinta giornata di campionato. Un match che, in esclusiva per Juventusnews24, abbiamo analizzato con l’ex difensore e capitano neroverde Marco Piccioni, simbolo di quel Sassuolo che vedeva in panchina un Massimiliano Allegri all’inizio della sua carriera di allenatore.

Cosa dobbiamo aspettarci da Sassuolo-Juve?

«Mi aspetto una Juve che tenga il dominio del gioco, una squadra che parta in maniera aggressiva come sta facendo spesso quest’anno. Il livello è sicuramente superiore a quello del Sassuolo, squadra che però ha sempre messo in difficoltà i bianconeri negli ultimi anni. Quindi non sarà sicuramente una passeggiata».

Come spiega l’inizio difficile avuto dal Sassuolo?

«In primis consideriamo che Berardi ha saltato le prime due e senza lui il Sassuolo è un’altra squadra, con giovani forti che devono però crescere. E’ una società competitiva che nel corso dell’anno farà i suoi punti e raggiungerà i suoi obiettivi, tra cui anche appunto la valorizzazione dei giovani. Non deve certamente vincere lo Scudetto».

Scudetto che potrebbe invece vincere la Juve quest’anno? E’ già tempo di puntare così in alto?

«La Juve punta sempre a vincere, sono tre anni che non lo fa e ora credo voglia arrivare almeno tra le prime quattro. Ha un tecnico come Allegri che io conosco bene ed è tra i migliori. Poi per vincere si deve vedere l’andamento nel corso dell’anno, come va con la questione infortuni… Mi sembra però che Chiesa e Vlahovic siano partiti bene dopo i problemi della passata stagione. Con quei due in forma si può fare tutto».

Come avrebbe visto Berardi alla Juve?

«Berardi alla Juve l’avrei visto benissimo, perchè andava a far parte di una rosa di campioni lui che è uno degli esterni più bravi in Italia, ma che anche in Europa può sempre dire la sua. Ha numeri altissimi in fatto di gol e di assist e ricordiamo che non è una prima punta».

Com’era l’Allegri che lei ha conosciuto ai tempi del Sassuolo?

«Era un Allegri sicuramente motivato, sicuramente già bravissimo nella gestione del gruppo e nella lettura della gara. Io da capitano, ma anche tutti quelli che facevano parte di quella rosa, appena lo abbiamo conosciuto abbiamo subito detto “Questo qui diventerà un grande allenatore” e così è stato. Per me lui è quello con più talento, poi i risultati non possono arrivare sempre e l’anno scorso ha dovuto far fronte a una marea di problemi».

La Juve quindi ha fatto bene a confermarlo?

«Dal mio punto di vista assolutamente si, giusto continuare ancora con Allegri».

Com’era invece Magnanelli?

«Io l’ho conosciuto da ragazzo, era veramente giovane quando arrivò ma era già molto serio. Magari se sbagliava qualcosa il giorno dopo non la sbagliava più, era un calciatore intelligente e con ottime letture, aveva tanta fame di arrivare. Io da collaboratore non lo conosco, ma questo per lui può essere sicuramente un trampolino importante».

Che idea si è fatto sul caso Bonucci?

«Io quello che posso dire è che conosco Allegri ed uno dei pregi che ha, che per alcuni può essere un difetto, è che è sempre schietto, ca***e non ne dice. Uno sempre sincero e onesto con chi ha davanti».

Vede Gatti titolare in questa Juve?

«Se non consideriamo che viene dal Frosinone, io se lo vedo giocare penso che è uno che ci sta tutto in un top club. E’ tra i difensori più forti proprio nel difendere, però può sempre migliorare perchè è ancora giovane. Giusto anche puntare sul suo rinnovo».

Cosa pensa invece di Bremer? Ha trovato qualche difficoltà in questo inizio di stagione.

«Un periodo più difficile può anche capitare, poi lui è uno fisico e bisogna vedere come sta, perchè altrimenti rende meno. Magari non ha un alto livello tecnico, ma resta un grande difensore».

Si ringrazia Marco Piccioni per la cortesia e la disponibilità dimostrate nel corso di questa intervista

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