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Platini in tre mosse: “Le Roi” da diversi punti di vista – VIDEO

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Tre modi di vedere Michel Platini "Le Roi"

Michel Platini ha lasciato una traccia indelebile nel mondo del calcio: il suo impatto sul presidente, compagni di squadra e stampa – VIDEO

Michel Platini è stato uno di quei calciatori destinati a dividere l’opinione pubblica. Il suo palmares parla però chiaro: 3 volte Pallone d’Oro, un Europeo con la Francia e incetta di trofei con la Juventus, con la quale vinse tutto. Il dualismo con Diego Armando Maradona negli anni in Italia, con El Pibe de Oro al Napoli, in una Serie A ricolma di campioni. Platini ha incarnato lo stile Juventus per gli anni in cui ha vestito in modo impeccabile la numero 10 bianconera, lasciando una traccia nei diversi settori del calcio.

Nell’intervista storica di Juventusnews24, si evince l’impatto che Platini ha avuto sul compianto presidente Giampiero Boniperti (al timone della Juve dal 1971 al 1990) scomparso venerdì, su Massimo Mauro, suo compagno in bianconero e sul compianto giornalista Franco Costa, che seguiva la Juventus per conto della RAI.

GIAMPIERO BONIPERTI«Francese con un’alterigia particolare, un grande giocatore, sapeva tutto del calcio». Questo il ritratto di Giampiero Boniperti che mette Platini nel Gotha del calcio bianconero, al fianco di Sivori, Charles e Carlo Parola. Un’intelligenza aristocratica quella di Platini, ribadita anche dal grande narratore sportivo Federico Buffa, in una video-intervista a Bocconi TV. L’intelligenza si notava anche nelle sue movenze in campo: l’eccezionalità del software (cervello) muoveva in maniera impeccabile l’hardware (il corpo) dando un’idea di semidivinità al calciatore, che diventava così padrone dello spazio e della partita. GUARDA LO SPECIALE SU GIAMPIERO BONIPERTI

MASSIMO MAUROMichel Platini ha lasciato una traccia profonda anche, se non soprattutto, nei suoi ex compagni juventini. Beniamino Vignola, intervenuto ai nostri microfoni, ci ha raccontato la normalità dell’uomo Platini. Massimo Mauro è arrivato addirittura a dire: «Ancora meglio da amico, fuori dal campo». Sarebbe davvero anacronistico ripercorrere le sue gesta in campo. Questo invece è un punto che si ricollega all’analisi affrontata in precedenza, poichè la semplice umiltà dei grandi scaturisce da qualcosa di inevitabilmente superiore.

FRANCO COSTAPlatini schivo ai microfoni, anzi no. Il racconto del compianto Franco Costa, giornalista torinese della RAI e inviato sulla Juve scomparso il 22 gennaio del 2018, evidenzia un Platini particolare da intervistare. L’istituzione dell’intervista intimoriva spesso i calciatori in tempi passati, ora invece anche grazie all’uso e all’abuso dei social, i giocatori sono a proprio agio davanti ai microfoni. «Difficile da intervistare, avevo adottato una tattica, accendevo il microfono e dicevo che eravamo in diretta. La cosa lo divertiva e quindi parlava», questa la contomossa di Franco Costa per stimolare Michel Platini, con risultati evidenti. Quando due uomini intelligenti incrociano i loro pensieri e si stimolano l’un l’altro, il risultato rasenta le altezze della mitologia, sportiva, si intende.

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