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David bocciato dai giornali: «Gli si può perdonare tutto tranne la presunzione con cui batte il rigore». Insufficienza gravissima per il canadese

David, la pagella durissima della Gazzetta dello Sport: bocciatura per la presunzione sul rigore, Falcone diventa un incubo per l’attaccante
Il pareggio casalingo rimediato contro il Lecce lascia un sapore decisamente amaro in casa bianconera, non solo per i due punti persi nella rincorsa alla vetta della classifica, ma soprattutto per le modalità con cui è maturato l’1-1 finale all’Allianz Stadium. Se la rete in apertura di ripresa firmata da Weston McKennie aveva illuso il popolo juventino, l’errore decisivo dagli undici metri di Jonathan David ha riportato bruscamente la squadra di Luciano Spalletti sulla terra, condannandola a un mezzo passo falso in questo avvio di 2026. L’attaccante canadese, chiamato al difficile compito di non far rimpiangere l’infortunato Dusan Vlahovic al centro dell’attacco, è finito inevitabilmente sul banco degli imputati della critica sportiva nazionale.
DAVID 4 – Gli si perdonano la sfortuna e qualche tocchettino lezioso, non la presunzione con cui batte il rigore. Che poi non aveva neanche fatto male, in altre conclusioni. Falcone per lui è un incubo
L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport non usa mezzi termini e confeziona una bocciatura senz’appello per il canadese. Il giudizio in pagella è lapidario e pesante: David incassa un secco voto 4. Una insufficienza grave che, secondo l’analisi del quotidiano, non scaturisce tanto dalla prestazione tecnica complessiva offerta nei novanta minuti, quanto dall’atteggiamento mentale tenuto nel momento cruciale del match. La Rosea, infatti, sottolinea con severità come al giocatore si possano anche perdonare la sfortuna in alcune circostanze o qualche “tocchettino lezioso” di troppo durante lo sviluppo della manovra, ma ciò che risulta assolutamente imperdonabile a questi livelli è la “presunzione” con cui si è presentato sul dischetto al minuto 66.
Quell’errore dagli undici metri, calciato forse con eccessiva sicurezza e poca cattiveria agonistica, ha pesato come un macigno sull’economia del risultato. Paradossalmente, fino a quell’episodio fatale, la sua gara non era stata affatto negativa: David non aveva neanche fatto male nelle altre conclusioni verso la porta, dimostrando vivacità e presenza. Tuttavia, il duello personale con Wladimiro Falcone si è trasformato in un tabù insuperabile. Il portiere del Lecce è diventato ufficialmente un incubo per l’ex Lille, capace di ipnotizzarlo e negargli la gioia del gol del possibile 2-1. Una serata da dimenticare in fretta per il canadese, che ora dovrà lavorare duramente per riconquistare la fiducia dell’ambiente e dimostrare di avere le spalle larghe.
