Hanno Detto
Greggio non le manda a dire: «Abbiamo due punte che non ne valgono una. Comprano guardando le statistiche? Spalletti sarà disperato». Il suo attacco dopo Juve Lecce

Greggio scatenato: critica feroce ai dirigenti per i “bidoni” in attacco, difesa di Spalletti e la nostalgia del trio Dybala-Mandzukic-Higuain
Il pareggio interno contro il Lecce ha lasciato strascichi pesanti nell’ambiente juventino, scatenando la furia dei tifosi più illustri che non riescono a digerire l’ennesima occasione persa. Tra questi spicca lo sfogo durissimo di Ezio Greggio, storico conduttore tv e cuore bianconero, che ha affidato ai social un’analisi spietata del momento no. Il suo post è un atto di accusa frontale, condito da un sarcasmo pungente rivolto direttamente ai nuovi vertici societari.
GREGGIO – «Io vorrei sapere ( je voudrai savoir… lo scrivo in francese per quei dirigenti che non conoscono l’italiano e neppure di calcio) con che criterio han comprato certi bidoni che hanno rifilato alla @juventusfc . Abbiamo due punte che non ne valgono una. Comprano guardando le statistiche? Ma guarda come stanno in campo! Han comprato due punte che calciano senza guardare la porta manco sul rigore. Se tiro io quel rigore guardo il portiere fino all’ultimo, se David lo avesse fatto… il portiere si butta in anticipo a sinistra… piattone a destra, fine della partita, 3 punti. A Openda arriva una palla goal, non guarda la porta.. non guarda la porta, non ragiona e sparacchia. Usano i piedi ( male ) ma la testa mai. Spalletti ha migliorato il gioco e la mentalità della squadra ma quando in campo giochi partite sempre in 9 o 10 senza una buona punta ( povero Luciano sono certo che è disperato) non puoi sperare che Yildiz ogni volta risolva da solo le partite. Ah per concludere l’ultimo campionato che ha vinto 6 anni fa, la Juve in attacco aveva Dybala, Mandzukic e un certo Higuain. Che vuoi aggiungere? « Adieu Monsù retournez à votre maison s’il Vous plaît»
Al centro della critica c’è la strategia di mercato, colpevole di aver portato a Torino dei veri e propri bidoni basandosi forse solo sulle “statistiche” e non osservando realmente “come stanno in campo” i giocatori. Il giudizio sul reparto offensivo è lapidario: “Abbiamo due punte che non ne valgono una”. Greggio entra poi nel dettaglio tecnico degli errori costati i tre punti. Su David, l’accusa è di aver calciato il rigore decisivo senza guardare il portiere Falcone, che si era mosso in anticipo: bastava un semplice “piattone a destra” per chiudere la partita. Stessa sorte per Openda, colpevole di “sparacchiare” con frenesia e senza ragionare sull’occasione del palo nel finale.
Il conduttore salva però l’operato dell’allenatore: Spalletti ha migliorato mentalità e gioco, ma è definito “disperato” perché costretto a giocare di fatto “sempre in 9 o 10” senza un centravanti affidabile. Non si può pretendere che il solo Yildiz risolva ogni volta i problemi strutturali della rosa. La chiusura è un colpo al cuore per i nostalgici, con il ricordo dell’ultimo scudetto vinto grazie a giganti come Dybala, Mandzukic e Higuain. Un paragone che schiaccia l’attualità, sigillato dal saluto finale: “Adieu Monsù, retournez à votre maison”. Un invito esplicito a fare le valigie.
