Condò ce l'ha con David: «Non pensiamo tu sia un fenomeno»
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Condò ce l’ha con David: «Non pensiamo che tu sia un fenomeno, fino a questo momento hai dimostrato di essere un centravanti modesto»

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Condò ce l’ha con David: l’opinionista attacca il canadese dopo il rigore fallito ieri. Dal confronto col Milan all’invito a cambiare atteggiamento

Il post-partita di Juve Lecce continua a generare onde d’urto mediatiche, con il focus della critica che rimane saldamente puntato sull’episodio chiave del match: il rigore fallito da Jonathan David. Ospite negli studi di Sky Sport per la trasmissione “Saturday Night”, il noto giornalista Paolo Condò ha offerto un’analisi spietata dell’accaduto, smontando pezzo per pezzo l’atteggiamento dell’attaccante bianconero. Il confronto impietoso con quanto accaduto al Milan serve a evidenziare la gravità dell’approccio mentale del canadese in un momento in cui la squadra di Spalletti necessitava disperatamente di punti per la classifica.

CONDÒ – «Lo abbiamo visto la scorsa settimana con il Milan, quando Modric e Pulisic hanno lasciato il pallone a Nkunku, che aveva bisogno di sbloccarsi. Allora, innanzitutto, è successo sull’1-0 e non sull’1-1, come è accaduto in questa situazione. E poi il gesto di generosità calcolata, perché ovviamente a tutti conviene che il tuo centravanti sia nel pieno delle sue capacità, ecco. E Nkunku è andato e ha calciato un rigore in sicurezza, con grande concentrazione. David invece è andato a tirare un rigore con una sciatteria, come se fosse un fenomeno che va a fare un gol da fenomeno. E quindi io credo che il messaggio che dobbiamo dare a David in questo momento sia: ‘Noi non pensiamo che tu sia un fenomeno. Noi pensiamo fino a questo momento che tu sia un centravanti modesto, visto quello che hai mostrato. E quindi quando ti viene concessa l’opportunità di far vedere le tue qualità, mettici il 200% mentale, oltre che tecnico. Tecnico voglio sperare che tu sia. Ma mettici il 200% mentale, perché non esiste andare a tirare un rigore così»

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Parole che pesano come macigni sul futuro del numero 30. L’etichetta di “centravanti modesto” appiccicata in diretta nazionale rappresenta forse il punto più basso dell’avventura torinese di David. La critica non verte sull’errore tecnico in sé, ma sulla “sciatteria” e sulla presunzione di sentirsi un fuoriclasse senza averlo ancora dimostrato sul campo con la continuità necessaria. Condò invoca un cambio di marcia radicale: serve il “200% mentale” per meritare la maglia della Juve, specialmente quando si ha l’onere di sostituire un leader come Vlahovic. Se David vorrà riscattarsi agli occhi dei tifosi e della critica, dovrà ripartire dall’umiltà, cancellando quell’aria di superiorità che lo ha tradito dagli undici metri contro Falcone.

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