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Ravezzani senza filtri sulla Juve: «Gioca una buona partita ma naufraga per colpa di questi tre giocatori. Yildiz al top ma non basta»

Ravezzani, analisi dura dopo il pareggio col Lecce: tre colpevoli per il risultato, il turco incanta ma la squadra delude per colpa dei singoli errori
Il pareggio interno della Juventus contro il Lecce, maturato in un pomeriggio amaro all’Allianz Stadium, continua ad alimentare dibattiti accesi sulla reale tenuta mentale e tecnica della rosa bianconera. Fabio Ravezzani ha utilizzato il suo profilo ufficiale su X per tracciare un bilancio spietato dei novanta minuti, offrendo una lettura che scagiona l’impianto tattico generale di Luciano Spalletti ma condanna senza appello i singoli interpreti. Secondo il giornalista, la squadra ha disputato complessivamente una “buona partita”, dominando il campo per larghi tratti, ma è finita per naufragare rovinosamente sugli scogli di errori individuali grossolani e imperdonabili.
Il tweet di Ravezzani è una vera e propria sentenza che individua tre colpevoli principali per i due punti persi: Andrea Cambiaso, definito “disastroso” per l’errore decisivo sul gol ospite; Jonathan David, giudicato “sconfortante” dopo il rigore fallito con sufficienza; e Lois Openda, etichettato come “maldestro” per l’occasione colossale sprecata nel finale. In questo scenario di mediocrità diffusa, brilla soltanto la stella solitaria di Kenan Yildiz, descritto come “immenso”, un talento purissimo che però “da solo non basta” a trascinare una squadra che si perde nei dettagli.
RAVEZZANI – «La Juve gioca una buona partita, ma naufraga a causa di 3 giocatori: Cambiaso (disastroso) David (sconfortante) e Openda (maldestro). Yildiz immenso, ma da solo non basta. Anonimi Locatelli e Thuram, poco incisivo Conceicao. Zhegrova più adatto al calcio a 5. Mckennie sempre top.»
L’analisi critica non risparmia nemmeno il centrocampo, con Locatelli e Thuram bollati come “anonimi”, incapaci di dare il cambio di passo necessario, e l’attacco laterale, dove Conceicao è risultato “poco incisivo”. Particolarmente velenosa la stoccata riservata a Edon Zhegrova, considerato provocatoriamente “più adatto al calcio a 5” che alla Serie A, a sottolineare una leziosità sterile e fine a se stessa. L’unica nota lieta, oltre al turco, resta Weston McKennie, confermatosi “sempre top” per grinta e incisività. Un quadro a tinte fosche che deve far riflettere seriamente il responsabile del mercato Damien Comolli sulle scelte fatte e sulla personalità di alcuni elementi.
