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Varriale punge: «Spalletti avrà anche le barriere mobili ma di sicuro a Napoli…». Il paragone del giornalista dopo Juve Lecce

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Varriale punge dopo Juve Lecce 1-1: confronto impietoso con le punte del Napoli, David bocciato e polemica sul rigore concesso. L’analisi

Il mezzo passo falso compiuto dalla Juventus tra le mura amiche contro il Lecce non ha lasciato indifferenti gli osservatori più attenti, scatenando un dibattito acceso sulla reale consistenza tecnica dell’organico bianconero. Il pareggio per 1-1, maturato in un clima di frustrazione per le occasioni gettate al vento, è stato analizzato con severità da Enrico Varriale. Il noto giornalista, attraverso un post pubblicato sul suo account X, ha messo il dito nella piaga, evidenziando come il problema principale di Luciano Spalletti non risieda nel gioco, ma nella qualità degli interpreti offensivi a sua disposizione rispetto al glorioso passato partenopeo.

Il confronto istituito da Varriale è impietoso: il Napoli dello scudetto vantava terminali devastanti come Osimhen e Kvaratskhelia, e anche l’attuale formazione di Antonio Conte dispone di armi ben più affilate. Al contrario, la Juventus si ritrova a dipendere da un giocatore come Jonathan David, finito nel mirino della critica per la sua scarsa incisività. L’attaccante canadese è colpevole non solo di non segnare su azione, ma di fallire anche dagli undici metri, sprecando un penalty che l’opinionista non esita a definire, con una stoccata polemica all’arbitraggio, “generoso“.

VARRIALE – «Passo falso della Juventus bloccata sul pari dal Lecce .Grande Falcone. Spalletti alla Juve avrà pure le barriere mobili ma a Napoli aveva attaccanti di sicuro più forti come Osi e Kvara e come li ha Conte rispetto a David che non segna manco su rigore (generoso)»

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Oltre a celebrare la grande prova del portiere avversario Falcone, il tweet suona come un campanello d’allarme per la dirigenza. Il messaggio implicito rivolto al responsabile del mercato Damien Comolli è inequivocabile: per competere ai vertici serve alzare drasticamente il livello qualitativo dell’attacco. L’attuale batteria di punte non regge il confronto con le dirette concorrenti e rischia di vanificare il lavoro tattico dell’allenatore, costretto a fare i conti con errori individuali che costano punti pesanti in classifica.

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