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Conferenza stampa Spalletti pre Juve Cremonese: «Mercato? Si sta con le orecchie dritte per occupare queste due caselle…Chiesa è di un’altra squadra ora» – VIDEO

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Conferenza stampa Spalletti pre Juve Cremonese: le sue dichiarazioni alla vigilia del match della 20ª giornata di Serie A 2025/26

(inviato all’Allianz Stadium) – La Juve cerca continuità per mantenere blindato il quarto posto. Bianconeri – reduci dal successo col Sassuolo – impegnati domani in casa contro la Cremonese.

Nel giorno di vigilia, domenica 11 gennaio, Luciano Spalletti è intervenuto in conferenza stampa alle 16 all’Allianz Stadium per presentare il match davanti ai media. Juventusnews24 ha seguito LIVE le sue parole.


IN COSA E’ CRESCIUTO IL GRUPPO – «Siamo cresciuti in tante cose ma tante altre dobbiamo ancora acchiapparle, fan parte del calcio attuale. Invece di metterle in seconde, terze posizioni sono diventate fondamentali. La riconquista veloce della palla persa, a parte che dà sicurezza, ti permette di ricominciare l’azione dal posto in cui l’avresti finita. Oppure che dentro queste continue pressioni, queste continue aggressioni, capitano più duelli, più seconde palle. Avere il calciatore che mette in condizione la squadra di gestirle è come se avesse vinto un dribbling, come se stesse fare un’azione in cui viene fuori il tiro in porta. Ci sono molte di queste cose qui che non riteniamo importanti come altre».

STESSE SENSAZIONI DEL PRIMO ANNO A NAPOLI – «Non è abbinabile a questa o quella la sensazione ma al modo di lavorare, di essere, attraverso un tour del sentimento. Voglio bene a questo sport, mi piace moltissimo, mi emoziona anche. Sono le sensazioni che ho avuto tutte le volte in cui ho fatto questo lavoro dentro a un club. Me le danno i giocatori a partecipare, ad essere a disposizione, negli stimoli che si vuole crear loro. Siamo sulla buona strada ma c’è da rifarlo tutte le volte. C’è il problema di riportare la squadra nella metà campo avversaria, lì bisogna essere bravi, umili, senza indugi, timori. Dobbiamo rifarlo con la Cremonese, contro un allenatore molto capace che rispetto in tutto. Quando vedo le squadre di Nicola dà l’impressione di conoscere il mestiere, la Serie A. Sa benissimo andare a sfruttare dei momenti della partita che per altri sono momenti normali. Lui ci trova la cosa eccezionale da far fare alla squadra. Ha fatto bene in quasi tutte le parti in cui ha allenato quindi è un pericolo in più per la nostra squadra».

GENNAIO IMPORTANTE PER LE AMBIZIONI – «Giocare lunedì ci permette di vedere le altre partite. Per nessuno è facile vincerle, si possono citare gare in cui son stati persi punti in base a questo ragionamento. Mentre non è così. È un concetto che ti frega pensare che ci siano partite da vincere più facilmente. Le insidie ci sono sempre. Ora rientreranno di mezzo anche le competizioni europee, la Coppa Italia, si accavallano un po’ le fatiche da fare. Rimanere sempre col pin acceso perché c’è da andare ad acchiappare sempre il massimo. Quando abbassi il livello ci sono squadre che lottano e fan vedere qualità superiori rispetto alla classifica, come il Pisa. Il problema è ripetersi, non è mai facile. Siamo sempre noi a dover andare verso la vittoria, lei non viene mai verso di noi se non fai la prima mossa. Ci sono tante partite di qui in fondo, si passano fasi in cui siamo più elettrizzati e vantaggio più alto addosso, altri in cui siamo più spenti. Meglio prendere in considerazione una partita per volta».

QUANTO SI SENTE AL POSTO GIUSTO NEL MOMENTO GIUSTO – «È un po’ quello che si va a cercare facendo questo lavoro qui, è un piacere facendo questo lavoro qui. Quando vedi che ottieni dei risultati…Ma dipendi sempre dalla qualità dei giocatori, dalla disponibilità dei calciatori, sono loro che fan la differenza. Quando mi avete chiesto se ci fosse meno fiducia, sono stato lì a dir la stessa cosa e sembravo l’unico a crederci. Si ha a che fare con calciatori forti, con un gruppo di ragazzi umili che san fare squadra e san stare dentro la squadra. L’individualità vien fuori dentro alla squadra. Diventa fondamentale continuare così, lavorare in un certo modo, poi ci sarà da vedere se saremo bravi a mantenere questo livello, questo ritmo qui. Bisognerebbe fare un po’ come la Ferrari in Formula 1, sapere usare il campo fino ai cordoli. Ogni tanto non sappiamo usarlo tutto, o per lo meno in queste ultime partite sì ma bisognerebbe farlo sempre. Queste rotazioni in tutta la grandezza del campo».

DAVID – «Può essere un’iniezione di fiducia, ha giocato una grande partite. Mi aspetto che continui a crescere. Fa molti metri, lega benissimo con i compagni, da un punto di vista tattico ti crea quei vuoti tipo il gol di Miretti dove poi si è andato a inserire. Ogni tanto ti crea lo 0 lì davanti che va colmato con altri giocatori, c’è una bella intesa con la squadra. Domani gli si dà fiducia».

FRASE SUI VIDEINI – «Mi è sembrato solo eccessivo quando venuto fuori. Ho risposto a chi diceva che manca una gestione di chi deve fare cosa. Ma poi si vuole andare avanti. Perché a volte certe situazioni di campo, per capirle fino in fondo, bisognerebbe essere addetti ai lavori per averle vissute direttamente. A volte si vuole andare oltre al commento del campo. Ma questo non lo dico io che vado a prendere di mira una situazione. Io ho 4 professionisti di livello nella conferenza stampa, durante la settimana mi fanno la sintesi di tutto quello che avviene. È una cosa che viene fuori dal lavoro fatto, non è che io mi alzo e dico vado contro questo perché mi sta antipatico. Vengono dette 3/4 volte delle cose non bellissime da ricevere e uno dice qualcosa. Poi vado che si chiama alle armi tutti, c’è la chiamata a difendere le posizioni perché le categorie bisogna difenderle. Mio fratello me lo diceva sempre ‘Solo dicendo ciò che pensi puoi creare i presupposti per un reale chiarimento’».

RISPOSTA AD ALLEGRI SUI 50 PUNTI DELLA JUVE CHE PUO’ FARE LA JUVE – «Non lo so… La strada è ancora molta da percorrere. Intanto pensiamo che per dover dare una pedata al prossimo pallone bisogna andarselo a guadagnare. Poi si vede dove si va a cascare. Son tante le partite ancora. Poi in mezzo ci si mettono situazioni di traverso ed è meglio non correre troppo e pensare di partita in partita. Poi se ne riparla che c’è tempo».

CHIESA SINNER DEL CALCIO ITALIANO? – «Io ce l’avevo in squadra e volevo fargli un complimento, ha qualità indubbie, evidenti. Sinner è uno dei più forti, in questa ripetitività di avere quella costanza e perseveranza. Lì era per i colpi e per la qualità. È un calciatore fino a quando abbiamo potuto seguirlo con vicinanza saltava l’uomo e creava scompiglio e caos facilmente poi per altre due/tre azioni non lo faceva. Penso gli contestino questo nel non farlo giocare ma la qualità è altissima. Però poi finisce lì perché lui è di un’altra squadra e noi non ce l’abbiamo più nella nostra».

MIRETTI – «Il papà di Miretti se ha un figlio così professionista, intelligente, per bene…Poi ci fanno anche comodo queste cose. La penso come lui: Miretti è un calciatore che a noi fa molto comodo, ha possibilità di crescita, ha un bel motore, gli mancherebbe un po’ di scocca ma i contrasti li fa ugualmente perché ti viene a picchiare addosso. Io non ho chiesto niente soprattutto a centrocampo quindi mi stan bene i centrocampisti che ho. Il mercato genera possibilità di calciatori anche forti, a saperlo usare, genera calciatori distratti. Però poi se si rimane così a me va benissimo».

FASE DIFENSIVA – «La nostra miglior fase difensiva è quando abbiamo palla noi. Ci permette di subire meno le azioni dell’altra squadra. È una chiave di lettura che è l’opposto del significato delle cose. Sono contento che la squadra ha questa voglia di andare a fare la partita, di andare a fare possesso palla. Il possesso palla è un po’ fine a se stesso, finalizzato a creare più situazioni possibili. Prima venivano identificate le squadre più forti in base al numero di possesso palla, ora non è più così. La cosa fondamentale è il possesso del campo, non quanti minuti tieni palla quello conta poco».

SFRUTTARE DI PIU’ LA PALLA INATTIVA – «Non manca niente, ci siamo andati vicini. Ci lavoriamo parecchio, dobbiamo andare convinti e fare gol. Ci siamo portati a casa il rigore con quella punizione da fuori area. La stessa attenzione su altre situazioni mi fa ben sperare di andare a migliorare, come il dato che ha elencato lei».

MERCATO – «In alcuni posti si deve completare. In un paio di posizioni siamo un po’ corti, poi naturalmente il mercato lo fanno i nostri direttori, di cui mi fido ciecamente. Si sta con le orecchie dritte per vedere se si può occupare queste due caselle qui per avere la possibilità del doppio ruolo».

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