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Conferenza stampa Spalletti post Juve Cremonese: «Darei un 7 alla squadra. Dove possiamo arrivare? Non bisogna prendere decisioni a lungo termine con emozioni a breve termine ma possiamo alzare ancora l’asticella»

Conferenza stampa Spalletti post Juve Cremonese: le sue dichiarazioni dopo il match della 20ª giornata di Serie A 2025/26
(inviato all’Allianz Stadium) – Luciano Spalletti ha parlato dopo Juve Cremonese, valida per la 20ª giornata di Serie A 2025/26. Le sue dichiarazioni.
Prende la parola Spalletti: «Comincerei con i complimenti alla nostra squadra femminile per la vittoria della Supercoppa. Ieri ho telefonato a Rosucci e Canzi, glieli faccio ancora. Bravo. Ho visto la partita, non tutta ma un pezzo, e han giocato un bellissimo calcio».
STA CAMBIANDO QUESTA SQUADRA – «La ringrazio per i complimenti, lo dirò anche a mia mamma. Quello che diventa fondamentale è che sono loro i protagonisti, soprattutto in questo calcio dove non c’è una squadra che può avere un vantaggio sull’altra, si parte sempre da 10 duelli, dalla possibilità di giocare per portare la partita su un piano più tecnico. La somma dei nomi sulle nostre maglie da più possibilità alla somma dei nomi della nostra avversaria. Però poi bisogna guadagnarsi tutto, nei duelli fisici, nella pulizia. Bisogna passare dallo step di essere squadra, quella è la mia conoscenza da quando faccio questo lavoro. Diventa poi più facile far loro provare piacere quando si tocca più palla, quando devi gestire la prestazione tua e della squadra. Per ora abbiamo fatto passi in avanti. Ci deve venire in maniera naturale essere squadra, giocare a visto aperto contro chiunque. È la storia della nostra società che ce lo impone, di quelli che sono stati i comportamenti di chi ci ha preceduto. Quando si vanno a migliorare delle cose per non essere presuntuosi sono soddisfatto».
HA CREATO UN INCASTRO PERFETTO – «È un’analisi bellina quella che ha fatto e ha riscontro. Gli si fa credere che nessuno ha un ruolo preciso per non dare riferimenti agli altri. È soluzione del calcio moderno cambiarsi di ruolo. Quello che sembrava poter essere un piccolo difetto non avere doppi ruoli è diventata una qualità. L’abbiamo presa come se fosse una cosa sulla quale montarci ancora addosso con più peso e più ricerca e un pochettino funziona ma quello che diventa difficilissimo è mantenere una logica, una intelligenza, un equilibrio. Quando giochi contro di loro Vardy ti mette in difficoltà… Visto che ne abbiamo subite pochissime stasera, quella è una cosa importantissima».
DOVE PUO’ ARRIVARE QUESTA JUVE – «Non bisogna prendere decisioni a lungo termine con emozioni a breve termine. Bisogna rifare la stessa partita fatta oggi nella prossima gara di calendario e far vedere che ci abbiamo messo cose sopra. Non dobbiamo perdere questa curiosità e questa convinzione che ci siano qualità da mettere dentro la partita. I calciatori li abbiamo per alzare ancora l’asticella e anche stasera l’han fatto vedere a modo loro. Bisogna martellare su questo fatto di essere sempre esecutivi, feroci in qualsiasi cosa facciamo».
NEI PANNI DI QUELLE DAVANTI, AVREBBE PAURA DELLA JUVE? – «Non mi ci so mettere in quei panni là. Bisogna essere abbastanza realisti. Ma anche chi è dietro noi…L’Atalanta è fortissima, Palladino sta facendo un lavoro eccezionale. Se sbagli partite te le trovi tutte addosso. Il Bologna, il Como. Ho letto che Fabregas ha allargato il campo, 50cm di qui e di là. Io se fossi un calciatore vorrei essere allenato da Fabregas. Una roba che non vedo l’ora di giocarci per fargli i complimenti. Da queste qualità così ricercate nei particolari trovi la differenza per andare avanti, voglio sentire cosa mi dice quando glielo chiederà. Lo apprezzavo e ammiravo già prima, ora per me è diventato un idolo».
CHE VOTO DA’ ALLA SQUADRA – «Gli do un voto buono, non altissimo perché ci sono tante cose che non ci siamo accorti che potevano darci un ulteriore step in avanti. Ma quando c’è entusiasmo, quando le cose funzionano, facendo le cose fatte bene ci si chiama un po’ di buona sorte. Fare le cose con ripetitività, con le scelte giuste, ti vengono a favore qualche episodio. Ma la partita la squadra l’ha fatta e non è per noi tanto semplice. È una situazione un po’ nuova essere così ripetitivi, sono diverse partite che facciamo bene e gli si dice bravi. 7 glielo darei».