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Spalletti sorprende tutti in conferenza e tira in ballo Fabregas: «Juve da scudetto? Voglio sapere cosa mi dirà»

Spalletti sorprende tutti in conferenza e tira in ballo Fabregas: «Juve da scudetto? Voglio sapere cosa mi dirà». Le parole del tecnico
La Juventus di Luciano Spalletti sta riscrivendo i propri standard estetici e realizzativi. Una squadra così bella, aggressiva e arrembante non si vedeva da tempo all’Allianz Stadium: gli 8 gol segnati nelle ultime due sfide contro Sassuolo e Cremonese, con la porta rimasta inviolata, certificano una crescita esponenziale. Eppure, nonostante un 5-0 che mancava da quasi dieci anni, il tecnico toscano rifiuta categoricamente di lasciarsi andare a proclami tricolori, preferendo concentrarsi sui dettagli del gioco.
Il “dribbling” su Fabregas
Durante la conferenza stampa post-partita, sollecitato sulla preoccupazione che le rivali scudetto potrebbero nutrire vedendo la risalita bianconera, Spalletti ha sorpreso tutti spostando l’attenzione su Cesc Fabregas. Alla domanda specifica se le avversarie possano sentirsi tranquille, ha risposto in modo netto:
«Non mi ci so mettere in quei panni lì, bisogna essere realisti. Per me bisogna guardare anche quelle che sono dietro di noi… Proprio oggi ho letto di Fabregas…».
L’allenatore ha poi approfondito il suo pensiero, palesando una vera e propria ammirazione per l’innovazione tattica dello spagnolo:
«Leggevo che Fabregas ha fatto allungare il campo di un metro e io se fossi un giocatore vorrei essere allenato da lui. Questo sta a pensare che 50 cm di larghezza da una parte e dall’altra del campo possano sgranare di più le squadre per trovare maggiore possibilità di giocare dentro, una roba che non vedo l’ora di giocarci contro per fargli i complimenti. È da qui, da queste qualità così ricercate nei particolari, che trovi la differenza per parlare di qualcosa di più».
Il rispetto per le rivali
L’eleganza con cui Spalletti ha evitato il tema Scudetto è pari solo alla stima verso i suoi colleghi. Definendo Fabregas un vero e proprio «idolo», il tecnico ha concluso la sua analisi citando anche le altre forze del campionato:
«Voglio sentire cosa mi dirà quando glielo chiederò perché lo apprezzavo e lo ammiravo già prima. Sono stato a vederli allenare, e ora per me è diventato un idolo. Per me anche l’Atalanta è una squadra fortissima, Palladino sta facendo un lavoro eccezionale. Poi se sbagli ti vengono addosso come Bologna e Como».
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