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Como Milan: giochisti contro risultatisti? Spalletti esce allo scoperto e svela la sua idea dopo il confronto Fabregas Allegri – VIDEO
Como Milan è stata una partita che ha fatto molto discutere anche per le dichiarazioni dei due tecnici. Ecco cosa ne pensa Spalletti
Nella conferenza stampa prima di Cagliari Juve Spalletti ha detto la sua anche sulla questione giochisti e risultatisti nata dopo Como Milan.
PAROLE – «Non l’ho solo vista, l’ho anche rivista, un paio di volte. Ci sono delle cose che si imparano vedendo altre partite. Si impara dal Como e dal Milan. Sarebbe bello ragionare e approfondire codesti temi. Giochisti o risultatisti? Perché al giochista piace divertirsi? C’è quello che ti piace di più, quello che ami fare perché ti dà soddisfazione, ma senza risultato è difficile. Il Como attraverso questo comportamento pensa ci siano più possibilità di vincere la partita. Fino a un certo punto la pensava in maniera corretta. Quando vai a giocare contro squadre che amano giocare col blocco squadra basso, diventa rischioso. Poi se hanno la potenzialità di ribaltarti il tavolino o il campo in poco tempo, è chiaro che bisogna essere bravi. Si può vincere in più modi e fa un po’ parte di questo discorso del calcio moderno.
Ho la mia identità e la so cambiare, perché mi dà più possibilità di essere differente. Ma non la snaturo nel cambiare atteggiamento la mia identità, la mantengo nel tempo. Bisogna sempre avere un equilibrio difensivo e quei calciatori che ti creano prevenzione nel recupero palla. Bisogna sempre tu sia sopra il livello massimale quando giochi anche contro squadre più normali, non solo col Milan. Sanno creare condizioni difficili da recuperare a campo aperto, ma a me piacciono tutte e due. Bisogna essere aperti alle teorie, alle strategie. Quella di stare più bassi e ripartire è anche un rischio in questo calcio attuale. Decidere di andare a pressare tutte le volte, giocare a campo aperto, quando fare fuorigioco o no, diventa stimolante e anche più bello, internazionale.
Quando si gioca contro squadre forti forti ce ne sono molte che ti vengono a prendere per la gola e ti starnazzano per i minuti della partita. Dentro la divisa di quello che viene preso, che deve rincorrere quella divisa o l’altra, non mi ci sento molto a mio agio. Ma c’è qualche volta da cambiare la strategia di gioco. Ci sono temi vasti da approfondire ma da tutte le parti si possono approfondire cose per non essere monotoni nelle cose. Le cose nuove non affaticano la testa e i muscoli».
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