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Cagliari Juve, Spalletti rincuora tutti dopo il ko di sabato sera: ha spronato così il suo gruppo. Retroscena dalla Continassa

Cagliari Juve, il tecnico analizza il ko: atteggiamento giusto e pressing feroce. Lucio rassicura la squadra: giocando così arriveranno tante vittorie
La Juventus ha incassato il colpo all’Unipol Domus, ma non ha alcuna intenzione di finire al tappeto. Il giorno dopo la bruciante e inaspettata sconfitta in Cagliari Juve, l’analisi a freddo di Luciano Spalletti non è stata quella di un allenatore rassegnato o furioso, bensì quella di un leader lucido che intende proteggere a tutti i costi il lavoro svolto finora. Secondo quanto riportato dall’edizione odierna di Tuttosport, il mister ha voluto immediatamente spronare il gruppo, radunando i suoi ragazzi per un confronto diretto e costruttivo. Niente processi sommari o dita puntate contro i singoli errori, ma una disamina attenta di ciò che ha funzionato, isolando gli aspetti positivi da una serata nata storta nel risultato ma non nella prestazione complessiva.
Il punto focale del discorso motivazionale di Lucio ha riguardato l’atteggiamento tattico, concentrandosi in particolare sulla riaggressione. L’allenatore ha mostrato alla squadra, dati alla mano, come il recupero palla immediato sia stato feroce come quella del suo Napoli scudettato, un segnale inequivocabile che i meccanismi più complessi e aggressivi sono stati assimilati. La strada è quella giusta: questo è il mantra ripetuto con forza nello spogliatoio. Il tecnico sostiene fermamente che, giocando così, di partite se ne vinceranno tante, perché la produzione di gioco e l’intensità sono state di alto livello, superiori a quelle dell’avversario nonostante il punteggio finale beffardo.
In questo momento delicato, la priorità assoluta è blindare l’ambiente da possibili critiche esterne distruttive. Spalletti protegge la sua squadra e i giocatori, scudando pubblicamente e privatamente anche quelli apparsi più sottotono nella trasferta in Sardegna. Il tecnico non vuole che si sgretoli il castello di certezze e autostima costruito faticosamente in questi mesi di lavoro. Il messaggio è arrivato forte e chiaro alle orecchie dei calciatori: tutti hanno capito quanto la sconfitta sia stata episodica, figlia di contingenze sfortunate e non di un crollo strutturale o mentale. La Juventus riparte da qui, unita e convinta dei propri mezzi.