Connect with us

Juventus Women

Juventus Women, cosa è cambiato: dal gioco rigettato dallo spogliatoio all’agonia del gol

Published

on

Juventus Women, cosa è cambiato: dal gioco rigettato dallo spogliatoio all’agonia del gol. Canzi chiamato alla ricerca di nuove soluzioni

È il 24 settembre. La Juventus Women a Castellammare elimina soffrendo l’Inter in semifinale di Women’s Cup, Lia Wälti scuote la testa in tribuna: quello che sta vedendo non le piace. Qualche giorno dopo lo spogliatoio chiederà a Canzi, già faticosamente intento ad orientarsi verso un 3412 più palleggiato, di cambiare ulteriormente il ‘suo’ modo di giocare. Il menù vincente del 2024/25 viene rigettato, il piano A sta per piano Abortito. Senza Cantore che rovesci il campo, forse anche prima, la squadra non si sente più ‘confident’: stop alla marcatura integrale ‘uomo su uomo’, alla difesa a tre, a conquista e ripartenza, agli attacchi diretti. La stagione è appena cominciata, la Juve ha già vinto un trofeo ma non si riconosce allo specchio

Il dominio del pallone diventa la nuova stella polare: la squadra subisce meno perché non lo molla quasi mai, ma quando lo molla – in Champions per forza di cose – fa comunque meglio. È un paradosso simpatico o antipatico a seconda del punto di vista. Davanti invece è un’agonia straziante da qualunque lato la si guardi. La Juve in Serie A ha segnato 11 gol nelle prime 10 partite, l’anno scorso erano 28. Il discorso della maggiore competitività del campionato regge fino a una certa perché Roma (non certo la più irresistibile degli ultimi anni) e Inter ne hanno fatti due volte tanti. In società arricciano il naso quando si scrive che manca una giocatrice come Sofia. O sono allergici o pensano che il problema sia un altro. Intanto corrono ai ripari: difficilmente con Kirby – il Brighton è stato tombale – anche se Naigeon sta facendo il diavolo a quattro per portarla a Torino. Ma il vero limite è non aver piazzato Vangsgaard sei mesi fa, sostituendola con un’attaccante più funzionale e continua.

Andando più in profondità: il piano B (dove B non sta per Barcellona) a cui si è adattato Canzi oggi non incassa quanto fattura. Con l’Inter non sono bastati 23 tiri (a 9) e xG doppi. C’è un cortocircuito. La sterilità offensiva è una piaga apparentemente non debellabile. Mancano soluzioni produttive e le attaccanti sembrano imbolsite, tutte insieme e contemporaneamente. Qualche giocatrice è peggiorata e qualcun’altra è ai margini del progetto, anche a causa delle modifiche di assetto. Dalla gara col Lione Max ha rinunciato stabilmente ai 5 cambi e ha rimbrottato le ‘seconde linee’ dopo la partita interna col Napoli. Il comunismo perfetto nelle rotazioni del 24/25 è diventato utopico.

Il tecnico, fresco vincitore della Supercoppa e a un solo trofeo da Montemurro, sarà chiamato a trovare un modo per coinvolgere di nuovo tutte e a valutare altri compromessi tattici – anche se ha già variato tre/quattro moduli e l’attacco risulta comunque sempre mal assortito. Alcune soluzioni potrebbero passare dalla coesistenza di Pinto e Godo a centrocampo e dall’alleggerimento dalle mansioni difensive di Beccari. In società si aspettano anche qualche idea nuova e flessibile nella gestione del gruppo, funzionale a rilanciare l’entusiasmo di una squadra inquieta e a -8 punti dalla vetta. Per lo scudetto ormai servirebbe un mezzo miracolo. Oggi è il 19 gennaio e non il 24 settembre.

Leggi anche: Pagelle Inter Juventus Women: Krumbiegel e Vangsgaard disastrose, non basta Salvai VOTI

Copyright 2025 © riproduzione riservata Juventus News 24 – Registro Stampa Tribunale di Torino n. 45 del 07/09/2021 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 26692 Editore e proprietario: Sport Review S.r.l P.I.11028660014 Sito non ufficiale, non autorizzato o connesso a Juventus Football Club S.p.A. I marchi Juventus e Juve sono di esclusiva proprietà di Juventus Football Club S.p.A.

Change privacy settings
×