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Bergomi non ha dubbi: «Questa mossa ha permesso alla Juve di vincere contro il Napoli. E’ stata determinante»

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Bergomi ai microfoni di Sky Sport ha analizzato la prestazione della Juventus contro il Napoli ed esaltato una mossa di Spalletti

Il trionfo della Juventus contro il Napoli continua a far discutere gli addetti ai lavori, non solo per il risultato roboante, ma soprattutto per le scelte strategiche che hanno annullato la manovra della squadra di Conte. Negli studi di Sky Sport, lo storico capitano dell’Inter e della Nazionale, Beppe Bergomi, ha analizzato con precisione chirurgica le mosse tattiche che hanno deciso la sfida.

Secondo l’analisi di Bergomi, la chiave della partita è stata la capacità dei bianconeri di adattarsi rispetto al precedente confronto stagionale. Se all’andata il Napoli era riuscito a contenere l’attacco torinese, questa volta la scacchiera si è mossa in modo differente grazie a un protagonista inatteso.

«Mentre nella partita di andata giocò con le due punte leggere e non lo sorprese, oggi è stata importante la posizione di McKennie che l’ha tenuto largo», ha spiegato Bergomi ai microfoni di Sky. L’americano, con il suo dinamismo, ha rappresentato il grimaldello per scardinare le certezze difensive avversarie, agendo in una zona di campo ibrida.

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Ciò che ha impressionato Bergomi non è stata solo la fase offensiva, ma l’estrema duttilità della Juventus nel ripiegare. La squadra di Spalletti ha mostrato un’organizzazione difensiva che ha lasciato pochissimi spazi di manovra ai partenopei.

«È un cinque dietro, uomo su uomo. Si creano delle coppie e Weston lo trovi in difesa e in area di rigore», ha sottolineato l’ex difensore, evidenziando l’incredibile sacrificio richiesto agli esterni e ai centrocampisti. Questa densità ha permesso alla Juventus di non subire mai la pressione del Napoli, trasformando la formazione in un blocco granitico.

Il punto focale della riflessione di Bergomi riguarda l’atteggiamento in fase di non possesso, dove anche gli attaccanti sono stati chiamati a un lavoro oscuro fondamentale. Non si è vista una squadra spaccata in due, ma un collettivo coeso e pronto al ripiegamento profondo.

«Anche David molto basso, un 5-4-1 in fase di non possesso», ha concluso Bergomi, certificando come la Juventus abbia saputo alternare momenti di aggressione alta a fasi di attesa ordinata. Questa capacità di mutare pelle durante i novanta minuti è, secondo l’ex difensore, il vero segreto della vittoria schiacciante ottenuta contro una diretta concorrente.

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