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Conferenza stampa Spalletti pre Juve Lazio: «Yildiz dà forza a tutta la squadra, è un giorno importante per il futuro della Juventus. Conceicao e Kelly sono da valutare»

Conferenza stampa Spalletti pre Juve Lazio: le sue dichiarazioni alla vigilia del match della 24ª giornata di Serie A 2025/26
(inviato all’Allianz Stadium) – La Juve si rialza dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia. Obiettivo: dare continuità alla vittoria di Parma nell’ultimo turno di Serie A e proseguire la marcia quarto posto. Bianconeri che ospitano domani la Lazio dell’ex Maurizio Sarri.
Nel giorno di vigilia, sabato 7 febbraio, Luciano Spalletti ha parlato in conferenza stampa alle 16 per presentare il match davanti ai media. Juventusnews24 ha seguito LIVE le sue parole.
RINNOVO YILDIZ – «Ci siamo vestiti tutti così perchè è un giorno importante per il futuro della Juventus. È significativo sulle intenzioni di questo club ed è bellissimo pensare di avere Kenan in squadra più anni possibile».
YILDIZ E CONCEICAO COME STANNO – «Yildiz è a disposizione, oggi ha sviluppato tutto l’allenamento con la squadra. Conceicao e Kelly han fatto a parte oggi, c’è da valutare domani perché è passato talmente poco tempo che il percorso per valutarli è meglio domattina».
VICINANZA DELLA PROPRIETA’ E SUO RINNOVO – «Giusto non mettere pressione alla cosa. La società deve aver tempo di fare valutazioni. Quando riuscirò a dimostrarlo come Kenan poi sarà una cosa possibile penso. Ma siamo tutti concentrati sulla nostra priorità. La mia deve essere quella di preparare bene le partite. La Juventus ha da sistemare qualcosa come ha fatto oggi che diventa fondamentale per il futuro, ha da parlare di contratti in scadenza. C’è anche il mio ma sono venuto con l’intenzione di lasciargli a disposizione la scelta. Ci sono ancora partite da giocare che possono far cambiare opinione facilmente a tutti, nel calcio si fan le cose con calma senza far rincorrere niente. Con Elkann ho parlato spesso, lo sento molto vicino, molto partecipe a quelle che sono le voglie di diventare sempre più forti. Con lui vicino ci sentiamo ancora più forti».
DIFFERENZE TRA PRIME E ‘SECONDE’ LINEE – «Dipeso anche un po’ da me. Siamo costretti a fare delle scelte. Siccome siamo una squadra con un comportamento ben preciso, questa capacità di relazionarsi diventa fondamentale nel gioco. Sempre probabilmente io facendo giocare quelli lì sono riuscito a far condizionare di più chi ha giocato di più rispetto chi ha giocato di me. Questa differenza non la vedo, viene fuori dalla prestazione. In una partita come quella giocata a Monaco, non indico quelli subentrati dalla panchina come i colpevoli del mancato risultato. Ho visto la squadra al di sotto, che non è stata così capace come le altre partite. Scagionerei i subentrati».
PRESTAZIONI MA NON RISULTATO – «Com’è? Giochisti e risultatisti? Ci sono in mezzo gli equilibristi. Poi da un punto di vista mio diventa facile. Ad avere più palla si riescono a decidere le sorti. In una partita come domani, se dai la palla alle squadre di Sarri fanno la cosa che gli piace più fare e riescono a sviluppare più cose di quelle che preparano e provano. Ci sono partite che ti fanno rimanere un po’ in sospeso e ti fan sentire incompleto. Questo è quello che vogliamo fare, sviluppare dentro le partite. Non ci sono ruoli, i giocatori si adattano al contesto del comportamento degli avversari. Si va a tentare di avere più palla noi. Poi che cosa farne e dove andare a portarla più o meno veloce è un altro discorso. Io posso decidere anche di non attaccare e di fare un possesso sterile che non ti porta niente se non a statistiche, oppure verticalizzare e finalizzare prima possibile. Dipende anche dal comportamento degli avversari. Come sviluppare il nostro gioco. È un sistema un po’ liquido, si valuta di volta in volta».
LEADER DI 20 ANNI COME YILDIZ – «Ti dà forza a tutta la squadra. Le valutazioni di questi campioni sono in funzione di quanto fan brillare la squadra. Quanto giocano a livello individuale e influenzano nel collettivo. In questo modo si diventa più forti. Lui ha questo strappo, quell’uno contro uno fulminante. Ti mette in condizione di avere il vantaggio. Chi ha questa caratteristica ti dà la sintesi di avere qualcosa di importante, di avere superiorità perché quasi sempre salta l’avversario. Ha esclusività nell’intuizione, nell’estro, nella fantasia. Il fatto che sia molto giovane fa parte della cultura, della famiglia che lui ha. È un merito, si vede anche così. Ha avuto un atteggiamento pulito, solare, sempre sorridente. Scherza sempre con tutti. Ora saper stare con le persone, saper capire le persone è una qualità importantissima, è un po’ quella la vera cultura. Lui in questo adattarsi, in questo sapersi far apprezzare è una qualità assoluta».
BOGA E HOLM – «Due giocatori forti, ci possono dare una mano. Noi dicevamo un calciatore che avesse quelle caratteristiche lì e sapesse partire da quella posizione lì ma Boga sa stare in altri ruoli, ha questa rapidità anche lui, questa tecnica, sensibilità palla al piede. Ha ugualmente la caratteristica di saper saltare il suo avversario. Son tutte cose importanti che messe in un contesto che funziona diventa più facile adattarle in altri ruoli. Ti aiuta a essere ancora più campione di quello che sei. Poi ci ha fatto vedere subito la personalità, è andato a puntare, ci ha creato, avevamo spiragli in più per finalizzare l’azione. Holm è uno che conosco da più tempo perché ha giocato a Spezia, mia moglie è di lì, sono andato più volte a vedere lo Spezia e mi ha colpito. Poi ha avuto una crescita, son due giocatori che ci possono dare un contributo importante».
SI ASPETTA ALTRI COLPI ALLA YILDIZ – «Io penso che una delle migliori qualità di un allenatore è farsi comprare calciatori. La sintesi è questa qui. Ci vogliono calciatori forti che abbiano le condizioni di far giocare la squadra, ossia la Juventus, per obiettivi importanti. L’allenatore può impegnarsi, essere bravo o meno bravo, ma poi sono i calciatori a determinare i livelli. Se dovessi essere io l’allenatore si va a cercare con la società di inserire quei calciatori che realmente migliorino la squadra evitando investimenti inutili».
LAZIO – «La Lazio è una squadra in continuo movimento, ha palleggio, sa giocare a calcio. Sapersi adattare a scenari che cambiano di continuo è una qualità importante. È una chiave per prendere in mano il pallino del gioco. Contro di loro distanze e ritmo devono essere allineati in tutta la squadra, Sarri avete visto allenare. Loro son sempre compatti, uniti, nelle scelte che fanno. Bisognerà essere bravi, una squadra collegata. Bisogna leggere i momenti della partita, giocano meglio della loro classifica».
ATTACCANTI E INSERIMENTI – «Prima di quello che succedeva nel calcio il centravanti era il punto d’arrivo, il finalizzatore, colui che faceva gol. Ora è il punto di partenza perché la finalizzazione viene distribuita. La prima punta apre, lascia la possibilità di inserirsi a giocatori come McKennie. Uno dei centrali viene sempre a bacchettare, prevenire la marcatura, di conseguenza ti rimangono questi spazi. Vogliamo essere quella squadra lì, che si influenza col gioco, a percepire cosa è vantaggioso e cosa non lo è. La partita diventa un po’ statistica e nelle condizioni di saper leggere queste cose qui. Il centravanti ti dà questa apertura, questi spazi. Anche se poi vieni a giocare nella metà campo devi saper finalizzare. Lascia questa possibilità di inserimento agli altri. Ti aiuta a uscire dalle pressioni. A volte McKennie lo usiamo come costruzione, lo mandiamo a prender palla addosso».
KELLY – «È un calciatore fortissimo. Per ora usa una percentuale bassa delle potenzialità che ha. Lui crediamo sia solo mancino ma sa usare anche il destro benissimo. Ha qualità nelle scelte di passaggi quando esce dal reparto e si crea possibilità di giocare con la squadra. Ha una castagna di sinistro su punizione, vogliamo fargliene battere qualcuna…È completo come calciatore».
CONCEICAO SOTTO PORTA – «Deve crescere. Quello che dicevo prima nel calcio moderno bisogna saper valutare quello che è il pallone che può cambiare la storia della partita. Quelle cose lì durano pochi secondi. Il pallone obbedisce prima all’idea che al piede. Bisogna avere un’idea ben precisa quando ricevi il pallone, poi il piede esegue. Se no diventa una componente che se non la si ha si rischia di sbagliare. Sempre l’istinto è difficile che dia la conclusione giusta. Se ci vai dentro alle cose che ti capitano ne esci più pulito per andare dove vuoi andare».
CALENDARIO – «Noi giochiamo contro il campionato, contro il nostro futuro tutte le volte. Ogni partita è nostra, nel senso che giochiamo sempre noi, è sempre la nostra squadra che gioca. Vogliamo giocare la nostra partita. Dobbiamo avere mentalità, coerenza di comportamento, andare a giocare le nostre partite. Non deve influenzarci ciò che abbiamo davanti. Le mentalità non si spezzano, non si adattano, è una voce che dice chi sei, che parla di te in ogni partita. Dobbiamo esibire questa mentalità, questa forza di giocarsi le partite che vogliamo in qualsiasi situazione».