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Ravanelli durissimo sul VAR: «Questo calcio è irriconoscibile, c’è una lotta continua per ingannare gli arbitri». Le parole dell’ex Juve

Ravanelli durissimo sulla gestione della tecnologia, l’accusa di un sistema che favorisce l’inganno sistematico degli arbitri
Il dibattito sulla tecnologia nel calcio continua a infiammare l’ambiente bianconero, specialmente dopo i recenti episodi che hanno visto coinvolta la squadra di Luciano Spalletti tra Coppa Italia e campionato. Questa volta a intervenire in modo frontale è una leggenda del club, Fabrizio Ravanelli. Intervistato dai microfoni di Tuttosport, l’ex attaccante non ha usato giri di parole per esprimere il proprio totale dissenso verso l’attuale applicazione del VAR nel nostro Paese, sottolineando una deriva che starebbe snaturando l’essenza stessa del gioco.
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Ravanelli non ha dubbi: cos’ha detto
Secondo l’ex “Penna Bianca”, il problema non risiede nello strumento tecnologico in sé, ma nell’uso distorto che se ne fa nel campionato italiano. Ravanelli evidenzia come, a differenza di altre leghe europee dove la sensibilità tecnica del direttore di gara rimane centrale, in Serie A si sia innescata una pericolosa rincorsa alla simulazione e alla ricerca esasperata del contatto minimo, certi che una telecamera possa trasformare un’inezia in un calcio di rigore o in un’espulsione.
Le dichiarazioni rilasciate dal campione d’Europa del 1996 sono un atto d’accusa verso i protagonisti in campo e chi gestisce i monitor:
PAROLE – «Questo calcio è irriconoscibile. Altrove viene usata in maniera differente, in Italia c’è una lotta continua per ingannare gli arbitri. Così il Var permette ai giocatori di barare, cercando il contatto per trarre in inganno il direttore di gara invece di pensare a giocare a calcio».
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