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Superlega, il Barcellona abbandona il progetto. Nessuna penale per i blaugrana: le ultime sulla questione

Superlega, il Barcellona esce ufficialmente dal progetto senza pagare i 300 milioni: il presidente Laporta lascia l’incarico per correre alle elezioni di marzo
Sabato scorso, il Barcellona ha comunicato ufficialmente il proprio ritiro dal progetto Superlega, mettendo fine a un’adesione durata quasi cinque anni. La decisione segna un punto di rottura storico: con la fuoriuscita dei catalani, il Real Madrid di Florentino Perez rimane l’unico club ancora formalmente legato al piano di scissione lanciato nell’aprile 2021. Una mossa che arriva in un momento di profonda trasformazione interna per la società blaugrana, proprio mentre le casse del club iniziano a respirare dopo anni di crisi finanziaria acuta gestita attraverso le famose “leve” economiche.
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Superlega, il Barcellona non pagherà la penale da 300 milioni
L’uscita di scena è stata accompagnata da un colpo di scena istituzionale: Joan Laporta si è ufficialmente dimesso dalla carica di presidente. Non si tratta di un addio polemico, bensì di una mossa strategica prevista dallo statuto per permettere l’inizio della campagna elettorale. Laporta, infatti, ha intenzione di ricandidarsi per un nuovo mandato nelle elezioni fissate per il prossimo 15 marzo 2026.
Fino ad allora, il club sarà guidato dal vicepresidente Rafa Yuste in qualità di traghettatore. La rinuncia alla Superlega è stata la sua ultima grande firma, facilitata da un dettaglio economico non indifferente riportato dai media spagnoli: il Barça non dovrà pagare la penale da 300 milioni di euro inizialmente prevista per i club fondatori in caso di abbandono.
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