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Superlega, Ceferin chiude il capitolo: «La verità è che eravamo tutti stanchi. Il vero vincitore è uno solo»

Superlega, Ceferin conferma la chiusura di un capitolo durato diverso tempo e per il presidente dell’UEFA il vero vincitore è il calcio
Bruxelles si trasforma nel cuore pulsante di una nuova era sportiva. Durante il 50° Congresso della Federcalcio europea, il presidente Aleksander Ceferin ha pronunciato parole che pesano come pietre miliari, mettendo ufficialmente fine a una guerra fredda che durava dal 2021. Il tema centrale, manco a dirlo, è stato il tramonto definitivo della Superlega, un progetto che ha rischiato di frantumare le fondamenta del calcio continentale ma che oggi appare come un ricordo lontano.
Il momento più atteso dell’evento è stato il commento sull’accordo storico raggiunto con il Real Madrid. Evitata una battaglia legale che avrebbe potuto portare a richieste di risarcimento faraoniche, Ceferin ha scelto la via della diplomazia e del realismo. «La verità è che eravamo tutti stanchi», ha dichiarato con franchezza lo sloveno, riconoscendo come il muro contro muro sulla Superlega non portasse benefici a nessuno.
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Il presidente della UEFA ha teso la mano al suo storico rivale, Florentino Perez, riaprendo le porte delle istituzioni al club spagnolo. «Non abbiamo mai perso il rispetto reciproco, l’unico vincitore è il calcio»», ha ribadito Ceferin, sottolineando come l’unità ritrovata sia l’unico scudo contro la crisi economica del settore. In questo processo di pace, un ruolo chiave è stato giocato dal presidente del PSG: la mediazione di Nasser Al-Khelaifi è stata infatti definita «fondamentale» per riportare i club ribelli all’ovile.
Oltre a sancire la morte della Superlega, Ceferin ha voluto lanciare un messaggio forte sulla natura stessa di questo sport, difendendo il nuovo format delle coppe e attaccando l’idea di un calcio dominato esclusivamente dai dati e dalla fredda tecnologia. «Nessun algoritmo o bot può sostituire ciò per cui si lotta su un campo di gioco», ha tuonato dal podio, rivendicando la passione dei tifosi che continuano a riempire gli stadi nonostante i timori per il disinteresse delle nuove generazioni.
Non è mancato un avvertimento diretto alle leghe nazionali, in particolare alla Serie A e alla Liga, tentate dall’esportare match ufficiali in territori extra-europei per aumentare i ricavi. Ceferin è stato categorico: «Esportare le gare indebolisce il legame ed elude la lealtà». Per la UEFA, il calcio deve restare un bene dei tifosi locali. «Non si può privare la gente del calcio nelle proprie case», ha concluso il presidente, ribadendo che, sebbene la minaccia della Superlega sia svanita, la difesa dell’identità europea resta la priorità assoluta di Nyon.