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Juventus, ora il quarto posto è a rischio: i bianconeri non possono più sbagliare. E contro la Roma possibile una nuova emergenza

Juventus, la sconfitta contro il Como porta i bianconeri a non avere più jolly da utilizzare. Contro la Roma c’è solo un risultato a disposizione
Il momento vissuto dalla Juventus è paragonabile a quello di un funambolo sospeso a mille metri da terra: l’incertezza è cronica e ogni passo falso rischia di trasformarsi in una caduta definitiva. Come evidenziato da Tuttosport, il doppio blackout contro il Como ha lasciato in eredità una lezione durissima: la fiducia è diminuita in tutto l’ambiente, figuriamoci se non ha avuto un effetto diretto sui giocatori, ormai privi di quelle certezze che sembravano consolidate fino a poche settimane fa.
La sconfitta interna non ha portato solo scorie psicologiche, ma anche pesanti defezioni fisiche e disciplinari. In vista del prossimo decisivo turno di campionato, il tecnico dovrà ridisegnare la squadra privandosi di uomini chiave. Spalletti ha perso anche Locatelli: era diffidato e non ci sarà all’Olimpico, un’assenza che pesa come un macigno per l’equilibrio della mediana. A questo si aggiunge l’ansia per le condizioni del giovane talento turco: Lucio rischia anche di perdere Yildiz per una botta al polpaccio, un infortunio da valutare nelle prossime ore che potrebbe privare l’attacco dell’estro necessario per scardinare le difese avversarie.
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Per la Juventus, i bonus sono ufficialmente terminati. Il percorso verso l’Europa si è trasformato in un intrigo pericoloso dove non sono ammessi ulteriori errori. La squadra è chiamata a una reazione d’orgoglio immediata, prima nel ritorno di Champions contro il Galatasaray e poi nel match che può decidere una stagione: da non fallire lo scontro diretto contro la Roma, una sfida “cruda” dove i giallorossi avrebbero l’occasione di scappare via in classifica.
Le parole dei protagonisti nel post-partita confermano la gravità della situazione. Andrea Cambiaso non ha usato giri di parole per descrivere il tracollo interno: «Sicuramente, a mani basse, è stata la prestazione peggiore da quando c’è il mister». Una critica onesta che riflette una squadra svuotata, dove «fase offensiva o fase difensiva, non ha funzionato veramente niente».
Nonostante l’amarezza, lo spogliatoio prova a compattarsi intorno alla promessa di Thuram: «Siamo molto arrabbiati, era una grande partita da giocare e l’abbiamo persa. Mercoledì sarà differente». La Juventus deve ora trasformare questa rabbia in energia per afferrare un quarto posto che resta possibile, ma che richiede un coraggio mai visto nelle ultime, deludenti uscite.