Hanno Detto
Sabatini consiglia Spalletti: «Di Gregorio non ne prende più mezza. Per il suo bene ora è necessario questo»

Sabatini consiglia Spalletti: «Di Gregorio non ne prende più mezza. Per il suo bene ora è necessario questo». L’analisi del giornalista
Sandro Sabatini, giornalista, su calciomercato.com scrive della sconfitta della Juventus in casa col Como.
Il suo commento: «D’accordo, era il Como. Per la precisione: il Como di Fabregas. Ma soprattutto, non era la Juve. O meglio, sempre per la precisione imposta dalla media-punti: era la Juve di Spalletti, maledettamente simile a quella di Motta e Tudor.
Ultimissime Juve LIVE: le principali notizie di giornata
Vince, anzi stravince dunque il Como, con la stessa squadra (meno Nico Paz, non uno qualsiasi) che negli ultimi dieci giorni non aveva mai vinto: pareggio a Napoli, sconfitta con la Fiorentina e pareggio con il Milan. Invece negli ultimi dieci giorni la Juventus ha perso con Atalanta, Inter e Galatasaray. Per fatiche precedenti era una partita alla pari. Sul campo è stata una sfida impari. Su tutto il resto si può discutere. Come, per esempio, sulle prestazioni dei singoli.
Di Gregorio non ne becca più neanche mezza. Dopo il piede sbagliato a San Siro, la mano sbagliata allo Stadium. Inter e Como ringraziano. E nel mezzo, per non far torto a nessuno, i cinque gol subiti dal Galatasaray. Un portiere in evidente difficoltà psicologica, e davvero improponibile martedì in Champions. Per il suo bene, oltreché quello della Juventus, “DiGre” deve lasciare un attimo il posto a Perin e ricostruirsi nel morale.
Ecco: Spalletti. In campionato ha la stessa media punti dei suoi predecessori: 1.82. Invece Motta aveva 1.79 e Tudor 1.76. E anche la posizione in classifica diventa preoccupante: il quarto posto si allontana… Martedì contro il Galatasaray può rimediare con un’impresa, in campionato servirà un’altra impresa per entrare nella prossima Champions. Grandi imprese per conquistare obiettivi minimi: questa è la Juve, oggi. O forse questa non è più la Juve. Non lo è nella proprietà, nella dirigenza, nei giocatori. E nemmeno nella maglia».