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Tacchinardi: «Ecco qual è la vera differenza tra questa Juventus e quella in cui giocavo io»

Tacchinardi: «Ecco qual è la vera differenza tra questa Juventus e quella in cui giocavo io». Le dichiarazioni dell’ex bianconero
L’ex centrocampista bianconero Alessio Tacchinardi, intervenuto ai microfoni di Sportmediaset, ha analizzato con estrema schiettezza il momento della Juventus di Luciano Spalletti, tracciando un impietoso confronto tra la mentalità della sua epoca e quella del calcio moderno. Secondo l’ex pilastro del centrocampo di Lippi, alla squadra attuale manca quel fuoco interiore necessario per primeggiare ad alti livelli.
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Tacchinardi ha evidenziato come il calcio contemporaneo sia troppo frammentato dagli interessi personali a discapito del gruppo: «La nostra Juve, lasciava tutto sul campo ma veramente tutto sul campo. Il compagno era qualcosa di speciale. Noi ci rivediamo oggi, dopo vent’anni che non ci vediamo. Oggi si pensa più a se stessi, ai social, ognuno alla sua industria».
Il monito per i giocatori di oggi è chiaro: per tornare sul tetto d’Italia e d’Europa non basta essere tecnicamente validi, serve un cambio di attitudine psicologica. «Alla Juve sono anche bravi ragazzi, però devono alzare questo livello di cattiveria, di ossessione, di fame, anche per diventare antipatici. Quando diventi antipatico vuol dire che sei un vincente, vuoi vincere. Questa squadra, quel livello lì, fa veramente fatica a superarlo». Un richiamo forte all’identità storica del club, dove la vittoria non è solo un obiettivo, ma un’ossessione che giustifica l’essere “antipatici” agli avversari.