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Allegri Juve, oltre le critiche. Dal caos giudiziario alla valorizzazione dei giovani: tutti i meriti del tecnico nella sua seconda avventura in bianconero

Allegri Juve: dal caos giudiziario alla valorizzazione di tanti giovani: tutti i meriti del tecnico nella sua seconda avventura alla Vecchia Signora
La Juve di Massimiliano Allegri è stata spesso al centro di critiche feroci, ma i numeri raccontano una realtà differente. Secondo l’analisi di Ivan Zazzaroni su Il Corriere dello Sport, il secondo ciclo dell’allenatore livornese è stato segnato da una tempesta societaria senza precedenti, iniziata con l’inchiesta Prisma e culminata con le dimissioni di Andrea Agnelli, Maurizio Arrivabene e Pavel Nedved.
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Nonostante il caos giudiziario, la Juve ha sempre centrato la qualificazione in Champions League, fondamentale per la stabilità economica. Il saldo di mercato nel triennio è negativo per soli 40 milioni di euro: a fronte di acquisti come Dusan Vlahovic e Gleison Bremer, sono state realizzate cessioni pesanti come quelle di Matthijs de Ligt e Cristiano Ronaldo. Il risparmio su stipendi e ammortamenti è stato costante, grazie all’addio di senatori e all’inserimento di ragazzi della Next Gen.
Massimiliano Allegri lascia in eredità un patrimonio tecnico straordinario. Sotto la sua gestione hanno esordito talenti come Kenan Yildiz, Nicolò Fagioli e Matias Soulé. Dopo l’esonero del livornese, avvenuto dopo la vittoria della Coppa Italia contro l’Atalanta, la nuova gestione di Maurizio Scanavino, Francesco Calvo e Cristiano Giuntoli ha cambiato rotta.
Con il passaggio dalle gestioni di Thiago Motta e Igor Tudor fino all’approdo di Luciano Spalletti, gli investimenti sono tornati a salire. Solo il tecnico di Certaldo può oggi riallineare i costi e i risultati, dopo estati che hanno visto la cessione in massa dei giovani e l’acquisto di profili onerosi come Teun Koopmeiners.