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Rinnovo Vlahovic, sponsor Spalletti ma il club vuole lo sconto. E resistono queste alternative…

Rinnovo Vlahovic, sponsor Spalletti ma il club vuole lo sconto. E resistono queste alternative in caso di mancata fumata bianca col serbo
La qualificazione alla prossima Champions League è la priorità assoluta in casa Juventus, non solo per il prestigio, ma per finanziare un mercato ambizioso. In vista del match contro il Verona, Luciano Spalletti ha ribadito la centralità di Dusan Vlahovic nel suo progetto tecnico. Il tecnico, fresco di rinnovo fino al 2028, è il principale sponsor della permanenza del serbo, tornato finalmente a disposizione dopo un calvario di quattro mesi dovuto all’operazione all’adduttore.
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«Vlahovic vuole restare alla Juve? Sì», ha risposto seccamente Spalletti, lodando l’entusiasmo e il carattere del suo numero nove. Nonostante la volontà comune di proseguire insieme, manca ancora l’intesa economica tra la dirigenza e il padre-agente Milos: il club bianconero punta a una riduzione su commissioni e premi alla firma, con l’Ad Damien Comolli che non prevede fumate bianche prima della fine del campionato. Su Vlahovic resta vigile l’interesse di Milan e Bayern Monaco, ma per Spalletti il serbo sta spingendo, come per sogni di mercato che portano i nomi di Alisson e Bernardo Silva. Ciò nonostante restano vive le piste alternative che portano a Lewandowski e Kolo Muani. Lo scrive La Gazzetta dello Sport.
Oggi contro l’Hellas, Vlahovic dovrebbe disputare uno spezzone più consistente rispetto al rientro lampo di San Siro. Il serbo è fermo a 6 reti stagionali e non segna da 180 giorni, ma il Verona è una delle sue vittime preferite, avendo già colpito i veneti sei volte in carriera. Spalletti ha chiesto una reazione dopo il deludente 0-0 contro il Milan: «Ci siamo un po’ adattati alle regole del Milan e questo a me non piace. Il giorno dopo il pari di San Siro avevo questo buco nello stomaco e l’ho fatto presente nell’analisi alla squadra». Per blindare l’Europa, la Juve ha bisogno di tre vittorie nelle ultime quattro gare, ma per il tecnico la chiave resta il rendimento quotidiano piuttosto che i calcoli matematici.