Connect with us

Hanno Detto

Giraudo rompe il silenzio: «Calciopoli una gogna mediatica figlia dell’invidia, ha affossato il calcio italiano. Ma la condotta della società mi lasciò perplesso»

Published

on

Antonio Giraudo, ex dirigente della Juventus, si è raccontato per i suoi 80, dove ha parlato di Calciopoli e del presente bianconero

A ottanta anni e dopo venti di rigoroso silenzio, Antonio Giraudo, ex dirigente della Juventus, è tornato a parlare della questione Calciopoli, del presente e futuro dei bianconeri in un’intervista a La Stampa. Ecco le sue dichiarazioni.

SULLA GIUSTIZIA SPORTIVA – «Perché ho deciso di parlare adesso? Perché è cambiato il contesto. La recente sentenza della Corte di Giustizia europea chiarisce un principio fondamentale: chi si vede inflitta una sanzione sportiva deve avere diritto a rivolgersi a un giudice in grado di valutarle la legittimità. Un giudice potrà annullare una pronuncia disciplinare ‘domestica’ che si ritiene illegittima. Come ha sostenuto il mio avvocato Dupont, vittorioso alla Corte di Giustizia: l’attuale sistema è contrario ai principi del diritto europeo».

QUI: ULTIMISSIME JUVE LIVE, TUTTE LE NOTIZIE DEL GIORNO

SU CALCIOPOLI – «Una gogna mediatica senza precedenti, figlia dell’invidia di chi non ci ha battuto sul campo. Ma la vera conseguenza è stata quella di affossare il calcio italiano. A conti fatti è stato, per invertire la formula, un topolino che ha partorito una montagna. Il topolino è la fotografia che emerge alla fine dei lunghi processi: nessun campionato alterato. Come disse Sandulli, presidente della Corte Federale, un mondo fatto di cattive abitudini, non di illeciti classici»

ANCORA SU CALCIOPOLI – «Ci hanno seguiti, intercettati e spiati privatamente. Non si sarebbero mai permessi nemmeno di immaginare certe cose con Gianni e Umberto Agnelli. Sarebbe prevalso il codice di rispetto che vigeva nel capitalismo italiano. Il comportamento della società mi ha sempre lasciato perplesso. Ha chiesto il patteggiamento nel processo sui bilanci e i suoi dirigenti sono stati assolti. Ha accettato la serie B, senza neanche aver letto le intercettazioni. L’errore di valutazione fu enorme».

SULLO JUVENTUS STADIUM – «Non ci sono mai più voluto tornare. Ho ceduto solo una volta. Mio figlio aveva comprato tre biglietti ai distinti, per me e il mio nipotino. Non ho potuto dire di no. Mi hanno riconosciuto. E non riuscivo a uscire dallo stadio tra foto e selfie. E il coro torni, torni. Oggi tornerei in tribuna solo se mi invita l’Ingegner Elkann».

SU ELKANN – «Ha preso una Exor che capitalizzava due miliardi: oggi ne capitalizza ventidue. La sua riservatezza non deve ingannare. Ha retto, da giovanissimo, personalità come Romiti, Gabetti, Marchionne. Oggi li ha superati partecipando ai consigli di amministrazione dei principali gruppi del tech americano. E viene ricevuto alla Casa Bianca, all’Eliseo e al Quirinale. Ho molto apprezzato, dopo l’assoluzione nel processo sui bilanci, un suo sms in cui si complimentava con me perché il fatto non sussisteva. Perfetto stile Juve»

SULLA JUVE DEL PRESENTE – «Ci sono le premesse per tornare a vincere. La proprietà è solida e presente, il management adeguato, l’allenatore c’è, la squadra è buona. Ci sono gli ingredienti per una Juve vincente».

LA PLAYLIST DELLE NOSTRE TOP NEWS

Copyright 2026 © riproduzione riservata Juventus News 24 – Registro Stampa Tribunale di Torino n. 45 del 07/09/2021 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 26692 Editore e proprietario: Sport Review S.r.l P.I.11028660014 Sito non ufficiale, non autorizzato o connesso a Juventus Football Club S.p.A. I marchi Juventus e Juve sono di esclusiva proprietà di Juventus Football Club S.p.A.

Change privacy settings
×