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Amauri: «Juve, diedero la colpa a me, Felipe Melo e Diego ma…»

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Amauri: «Juve, diedero la colpa a me, Felipe Melo e Diego ma…». Le dichiarazioni dell’ex attaccante bianconero

Amauri è stato intervistato dal Corriere Torino verso il derby tra Torino e Juve.

SIGNIFICATO DERBY – «Vivo a Miami da cinque anni, però a Torino ho lasciato tanti amici. La Juve fu un premio dopo anni di gavetta e sofferenza. Al Toro scoprii una squadra con una grandissima storia e tifosi strepitosi. La Juve affronta più competizioni, fa una preparazione diversa: giocatori e tifosi lo sentono meno. Il Toro invece ha una settimana per prepararlo e sente la pressione».

MOMENTO PIU’ BELLO E PIU’ BRUTTO ALLA JUVE – «Il primo anno fu fantastico, ho giocato in Champions, fatto gol al Real. Ho condiviso grandi emozioni con campioni come Del Piero, Trezeguet e Buffon. La stagione 2009-10 fu la più brutta: mancava la società, non c’era un ds, non c’era niente».

COLPA DEI BRASILIANI – «Si doveva trovare un colpevole. Non è stato giusto, ma certe cose vendono e la gente ci crede. Agnelli e Conte hanno messo tutti in riga e la Juve è tornata a vincere. Prima di loro se la sono presa con me, Felipe Melo e Diego».

CONTE –  «Non gli posso rimproverare niente. Sono stato fatto fuori da Marotta. Sui giornali uscì che non avevo accettato certe destinazioni, la tifoseria se la prese con me e andai via. Poi con la maglia della Fiorentina ho segnato un gol importantissimo al Milan nell’anno del primo scudetto di Conte».

JUVENTUS – «Ha giocatori stratosferici, conosco il Dna della squadra. Non muore mai. Le rivali si sono rinforzate, ma devono stare attente. Allegri è l’uomo giusto in questo momento».

ADDIO RONALDO – «Se pesa? Tanto. La Juve ha sempre avuto un bomber da 25-30 gol, ma non ora con tutto il rispetto per Morata, Dybala e Kean. Noi avevamo Trezeguet. Poi ci sono stati Higuain e Tevez. Senza un bomber diventa tutto più difficile. CR7 mi ha sorpreso molto per come è arrivato e molto per come è andato via. Ma ha fatto più di 100 gol in tre anni, tutti ci hanno guadagnato qualcosa».