Antonio Giordano: «Se la Juve ha CR7, il Napoli ha il K2»

Cristiano Ronaldo
© foto www.imagephotoagency.it

In un intervista Antonio Giordano ha risposto ad alcune domande in vista di Napoli Juve. Di seguito le sue parole

Antonio Giordano ha risposto ad alcune domande riguardati la sfida che attende il Napoli domenica sera contro la Juventus. In un intervista rilasciata ai microfoni di Sky ha parlato dei diversi punti da analizzare in vista dell’attesissimo match. Di seguito le sue parole.

NAPOLI JUVE – «Se devo scegliere una partita che fa da spartiacque penso inevitabilmente a quella del’85, alla vittoria del Napoli grazie alla punizione di Maradona che rappresenta una traccia incantevole del calcio che rimane in futura memoria per sempre nelle generazioni, che ha cancellato una barriera sistemata a quattro metri e non a nove, sopratutto con la pioggia di quel giorno».

NAPOLI JUVE E’ SEMPRE AFFASCINANTE – «Napoli Juve è sempre una partita diversa non a caso si viaggia verso il tutto esaurito, ieri sera ci si aggirava intorno ai 27.000 spettatori, cosa che nellle altre partite non si raggiunge. Ha un suo fascino e una sua forma di magnetismo che non è soltato calcistico ma che è anche probabilmente sociologico anche se non come negli anni 80. Però quella è la partita».

 KOULIBALY COME CR7 – «Se la Juve ha CR7, il Napoli ha il K2 sul quale si potrà obiettare sulla consistenza e sulla differenza di due fuoriclasse che non sono paragonabili per tanti e ovvi motivi che non stiamo a ragionare. Ma non credo sia discutibile il valore assoluto di Koulibaly a livello internazionale. Ognuno ha le proprie opinioni, ma se qualcuno azzarda Koulibaly sia tra i migliori tre al mondo nel suo ruolo, non sbaglia».

LA JUVE SI PUO’ BATTERE – «Questa Juve è battibile perchè in questo momento credo abbia altre priorità dal punto di vista psicologico. Il Napoli può fare l’impresa ma non pensiamo che il Napoli possa fare l’Atletico Madrid. Sono due concetti di calcio diverso, il Napoli può tentare di battere la Juventus cercando di giocare come sa non giocando come l’Atletico Madrid».